metalli preziosi per proteggersi dal crollo del castello di carte

i metalli preziosi sono il miglior investimento per proteggersi dal crollo del castello di carte

lunedì 30 gennaio 2012

10 anni di argento




Grafico dell'andamento dei prezzi dell'argento negli ultimi 10 ani, espressi in dollari/oncia.
A chi ragiona con un ottica temporale di pochi giorni potremmo consigliare di vendere oggi, approfittando del rialzo delle ultime tre settimane.
Per tutti gli altri investitori, questo grafico parla da solo ...

boom dei banchi di pegni in Grecia



Oro, gioielli, i greci adesso per vivere si vendono tutto

In Grecia la gente vende pendenti, catenine, orologi e tutto quello che può garantire liquidità e permettere di restare a galla o di tamponare momentaneamente l’emergenza, in attesa di tempi migliori. Sempre che arriveranno. Così l'attività economica che va a gonfie vele è quella dei banchi dei pegni. Un dato parla chiaro: il 90% dei 224 banchi che operano a livello nazionale è stato registrato  presso le competenti autorità l'anno scorso. “Forse si salverà la Grecia, ma non i greci”: ormai questa frase è sulla bocca di tutti, tra Atene e Salonicco.

Disoccupazione martellante, fallimenti quotidiani di aziende, conti correnti in profondo rosso, restrizione dell’accesso alla sanità, nuovi tagli alla spesa sociale e nuove tasse, dimezzamento delle buste paga. La Grecia va malissimo, e da qualche tempo si parla con crescente insistenza di fallimento e uscita dalla zona euro. Il debito ellenico è insostenibile. L’economia sprofonda. Le attività sono al collasso. Tutte tranne una, a dire il vero: i banchi dei pegni.

Nell’ultimo anno c’è stata una vera e propria fioritura di questi esercizi. Il New York Times, due settimane fa, riportava che solo nel 2011 è stato registrato presso le competenti autorità il 90% dei 224 banchi operanti a livello nazionale. Il che fa riflettere. La gente vende pendenti, catenine, orologi e tutto quello che può garantire liquidità e permettere di restare a galla o di tamponare momentaneamente l’emergenza, in attesa di tempi migliori. Sempre che questi verranno.
Come spiega il quotidiano ateniese Ekathimerini, la corsa a disfarsi di oggetti di valore, già iniziata nel 2010, è stata accelerata dai prezzi dell’oro e in generale dei preziosi, beni rifugio durante ogni congiuntura difficile dell’economia mondiale.
Nel Paese ellenico c’è chi vende. Ma c’è anche chi compra. I proprietari dei banchi dei pegni hanno fiutato il grosso affare e si sono adoperati di conseguenza. I loro uffici, a differenza delle spartane e polverose botteghe dei colleghi della vecchia scuola, sono moderni e spaziosi. Allo scopo di attirare clienti, si fa anche pubblicità sui giornali. Ma non ci sono soltanto i banchi dei pegni.

Anche le gioiellerie, i cui affari non vanno certo a gonfie vele, hanno iniziato a comprare preziosi, dando in cambio contanti. Senza contare che c’è chi s’è messo a rilevare barche e automobili di lusso.

I banchi dei pegni fanno affari, non c’è che dire. Ma spesso sono affari non giustificati fiscalmente o persino sospetti.  È ancora il New York Times a riferire come le autorità greche abbiano messo sott’accusa un banco dei pegni di piazza Syntagma: avrebbe trafugato in Germania, tramite più operazioni, 1,25 quintali d’oro.

Matteo Tacconi

fonte: linkiesta.it

domenica 29 gennaio 2012

anlisi tecnica argento



Argento: analisi tecnica del 28 gennaio 2012.
Il grafico dei prezzi in dollari/oncia mostra chiaramente come la tendenza rialzista delle ultime tre settimane (con la quotazione in dollari cresciuta del 22%) sia arrivata a contatto della media mobile a 300 giorni, a 33,9 dollari.
Poco sopra, a 35,5 dollari, si trovano due resistenze importanti. Considerando anche l'indicatore RSI che si avvicina alla zona di ipercomprato, possiamo prevedere un probabile ritracciamento a 31,8 dollari, prima di un eventuale sfondamento in alto verso i 40 dollari oncia.
La tendenza rialzista di lungo periodo, iniziata ad aprile 2010, rimarrà confermata anche in caso di discese a 27 dollari/oncia.

venerdì 27 gennaio 2012

una correlazione perfetta


Sovrapponendo i grafici del prezzo dell'oro in dollari e del tetto del debito pubblico degli U.S.A., dal 1998 possiamo notare una correlazione perfetta. Proprio ieri il Dipartimento del Tesoro degli USA ha avuto il via libera dal Senato per innalzare il tetto del debito pubblico di altri 1,2 trilioni di dollari, raggiungendo così la cifra senza precedenti di 16,4 trilioni di dollari.

giovedì 26 gennaio 2012

tassi giù oro su

prezzi oro da giugno 2011
Nel grafico dei prezzi dell'oro in dollari è evidente la rottura verso l'alto della linea di tendenza (viola) che scende dai massimi di inizio settembre 2011, oltre alla rottura della resistenza dei 1700 dollari/oncia.
Ieri la Federal Reserve ha annunciato tassi di interesse quasi a zero almeno fino alla metà del 2014. Probabilmente darà inizio a Quantitative Easing 3 (=stampano dollari).  Al momento l'euro si rafforza semplicemente per via del differenziale sui tassi di interesse. Oltre ai privati cittadini e alle Banche Centrali, sempre più istituzioni stanno iniziando a investire in oro fisico.

martedì 24 gennaio 2012

da dove viene e dove finisce l'oro


clicca su immagine per ingrandirla
Notare come i 3/4 dell'oro siano già stati estratti.


siamo solo burattini



Ormai è ufficiale e arcinoto che noi tutti siamo solo un branco di burattini e che subiamo quello che il sistema vuole infliggerci. Mai illudersi troppo, mai credere ciecamente a quanto ci viene detto. E per certi versi nemmeno “carta canta” visto che fino alla fine hanno cercato di fare il possibile per inventarsi una ristrutturazione volontaria del debito greco.
La settimana scorsa si ipotizzava un proprio tra 60 giorni circa, ovvero il 20 marzo, in concomitanza di un’importante scadenza di obbligazioni.
Ma poi tutto da quel sembrò in via di miglioramento, e fino a ieri le notizie erano ben diverse da quelle di un default ormai certo…

Colpo di scena! La Grecia sarebbe il primo caso della storia di ristrutturazione con così vasto coinvolgimento di privati e interessamento ovvio dei possessori dei CDS (possessori di carta straccia?). Quindi torna la fiducia. Le banche si rimettono sulla retta via, torna a esserci la speranza.
L’Euro si rafforza, lo Stoxx 600 Banks vola. E’ un massivo ritorno al rischio (RISK ON) e tutto quanto era sceso troppo, ritrova il valore della parola “ricopertura”. Inoltre torna la fiducia sull’Italia e si spera che Bruxelles avalli degli abbuoni sul drastico piano di rientro del debito da 120% a 60% in 20 anni.
Quindi si prospetta per i mercati un buon momento di rally ma poi… proprio ieri sera, quando meno te lo aspetti, eccoti la sorpresina … i ministri dell’Eurozona rifiutano il piano del PSI (private sector involvement) il quale aveva fatto una proposta che sembrava ormai sulla buona strada per essere promossa.
E invece tutto da rifare.
Ennesima storia infinita, ennesimo braccio di ferro.
Alla fine tutti vogliono guadagnare e nessuno vuole perdere (oppure si vuole perdere il meno possibile).
Morale: ora che per l’ennesima volta l’accordo è saltato, si ricomincerà con i downgrading delle banche, e probabilmente torneranno le tensioni sui mercati, i dubbi e le incertezze.
Certo, sono solo mie supposizioni. E molto probabilmente si tenterà ancora di trovare in estremis, all’ultimo minuto, un accordo strappato coi denti. Si parla di 13 febbraio.
Tanto oramai ci siamo abituati. I burattini possono essere presi, posati, usati e maltrattati quando si vuole. Tanto sono solo burattini e chi li comanda non sono certo i folletti del bosco, ma un sistema che alla fine assomiglia un po’ al banco del Casinò. Difficile vederlo perdere…
E intanto nella notte raggiunto l’accordo per il fondo Salva Stati: E su questa telenovela, saremo già alla 842 puntata? Mah…

D.T.

lunedì 23 gennaio 2012

embargo anche per i metalli preziosi



Oggi l'Unione Europea ha deciso di congelare tutti i beni della Banca Centrale dell'Iran e di proibire ogni genere di commercio di oro e altri metalli preziosi con la suddetta banca centrale e con ogni altra agenzia statale iraniana.
Leggendo tra le righe, possiamo dedurre l'ammissione implicita che i metalli preziosi sono vero denaro.
Secondo i dati del Fondo Monetario Internazionale, l'Iran ha solo 168 tonnellate di riserve aurifere. Poco meno di un anno fa, la Repubblica Islamica dell' Iran ha iniziato a comperare sui mercati grosse quantità di metallai preziosi per diversificarsi dal dollaro.
Continuano quindi senza soste le guerre tra le varie valute.
In questi giorni diversi mercati asiatici sono chiusi per le festività del nuovo anno lunare e ciò ha causato una diminuzione dei volumi scambiati.
Stamattina però ci sono stati forti volumi in acquisto sul "future" dell'oro nel mercato giapponese, con la conseguente rottura della resistenza a 1.666 dollari/oncia.

venerdì 20 gennaio 2012

riepilogo settimanale

clicca per ingrandire

Ragionando in dollari (come fanno i protagonisti dei mercati) in quest'ultima settimana l'oro (linea gialla) si è apprezzato leggermente (+1,7%) mentre l'argento (linea grigia) ha guadagnato l'8% con un'impennata impressionante nelle ultime ore di venerdì sera. Il petrolio (linea nera) ha perso leggermente  (- 0.5%) mentre il rame (linea arancione) ha guadagnato il 3 %.
L'euro ha recuperato il 2% sul dollaro ma i grossi speculatori hanno aumentato le posizioni ribassiste contro l'euro.
Non è stato ancora raggiunto un accordo per un default "ordinato" della Grecia. Le ultime voci parlano di perdite tra il 60 e il 70% per i detentori di titoli di stato greci.

giovedì 19 gennaio 2012

MPS da nazionalizzare


Banca Monte dei Paschi di Siena (la terza per importanza in Italia) rischia sempre di più di la nazionalizzazione "parziale o totale". E' quanto afferma un articolo del Financial Times, che riporta le preoccupazioni delle autorità di regolamentazione europee.
Insieme a Commerzbank, MPS potrebbe infatti non essere capace di presentare piani credibili sul miglioramento del proprio capitale, tanto che le stesse autorità affermano che "una iniezione di mezzi freschi" da parte dell'Italia -nel caso di Monte dei Paschi- e dalla Germania -nel caso di Commerzbank - "è quasi inevitabile". Si tratta, ha detto un funzionario, "di grandi casi".
Sempre secondo il Financial Times, c'è il rischio che MPS sia costretta a una nazionalizzazione almeno parziale. Tre fonti di mercato hanno affermato che in questo caso, interverrebbe la Cassa Depositi e Prestiti, che potrebbe fornire fondi o direttamente alla banca o indirettamente, attraverso il principale azionista, la Fondazione Monte dei Paschi.

Italia spinta in depressione dall'euro


Il grafico fornito dalla Banca d'Italia indica la disponibilità di denaro. La tendenza è molto preoccupante, particolarmente l'andamento di M3 (indicatore di liquidità monetaria comprendente: circolante e depositi a vista, depositi con cadenza fissa fino a due anni e depositi rimborsabili con preavviso fino a tre mesi, pronti contro termine, obbligazioni con scadenza fino a due anni, quote di fondi di investimento monetario e titoli di mercato monetario).

Particolarmente gravi i dati indicati a pagina 7 del rapporto di Bankitalia.
L'economia italiana è calata nell'ultimo trimestre del 2011 e si prevede un calo tre volte maggiore nel 2012.
Le cifre parlano da sole. L'unione monetaria sta spingendo l'Italia in depressione. E' ormai evidente che Italia e Germania non possono condividere le medesime politiche monetarie.

articolo originale dal Telegraph di Londra

mercoledì 18 gennaio 2012

cinesi e russi abbandonano il castello di carte



Gli ultimi dati appena rilasciati dalla Federal Reserve mostrano che nelle ultime 7 settimane gli stranieri hanno venduto un ammontare record di titoli di stato USA (T-bonds).
Lo scorso novembre protagonista delle vendite è stata la Cina, il cui portafoglio di T-bonds è sceso a 1.132 miliardi di dollari.
Come si può vedere dal grafico, i venditori più determinati di T-bonds sono i russi, il cui portafoglio cartaceo nel 2011 si è dimezzato, calando da 176 miliardi a meno di 80 miliardi di dollari.

forconi censurati



La Rivolta dei Forconi: volutamente nascosta dai media ?
In Sicilia è in corso di svolgimento la cosiddetta “Rivolta dei Forconi”, un movimento guidato (in tutto e per tutto) da un bel numero di autotrasportatori che si stanno ribellando al Decreto Monti. In primis la protesta prende di mira le accise sui carburanti, che vanno ad influire in modo determinante sul reddito di questa categoria di lavoratori.
Poi però, agli autotrasportatori si vanno a sommare molti “simpatizzanti”, indignati, disoccupati, pescatori e tutte quelle categorie che si sentivano poco difesi oppure troppo tartassati dalla nuova normativa fiscale.
Quanto ne è derivato è un blocco totale del traffico. Nulla di bellicoso, quindi non scene di guerriglia urbana, ma una protesta quasi silenziosa ma straordinariamente efficace.

articolo su intermarket & more

acquisti di oro quintuplicati

 Il servizio notizie Dow Jones ha riferito ieri che nel 2011 le Banche Centrali hanno acquistato 430 tonnellate di oro, un incremento di oltre il quintuplo rispetto agli acquisti del 2010 e la quantità maggiore dal 1964.
Significativo anche il fatto che lo scorso anno le Banche Centrali hanno venduto meno di 10 tonnellate di oro  vendite di oro.
Se è vero che il mondo viene controllato dalle Banche Centrali, allora pare che il metallo giallo sia ancora in cima alla lista delle preferenze dei potenti.

martedì 17 gennaio 2012

Fort Knox è vuoto ?



L'ultimo controllo a Fort Know è stato fatto nel 1974:
                                   documentario su YouTube

Ne parlano perfino su Fox News:
                                 da Fox News


il futuro dell'euro



Al momento ci sono almeno tre diverse ipotesi:

1) i paesi periferici abbandonano l'euro, Germania e Francia guidano una unione fiscale, sopravvive un euro più piccolo ma il suo valore sale rapidamente;

2) Germania e Paesi Bassi abbandonano l'euro per formare una (o due) nuova moneta, quindi:
    - a) i restanti paesi abbandonano a loro volta l'euro e tornano alle valute nazionale, l'euro cessa di esistere e hanno inizio dispute legalisu tutti i contratti sottoscritti in euro;
    - b) i paesi restanti tengono in vita l'euro in una eurozona più piccola, il valore dell'euro cala rapidamente;

3) si raggiunge un accordo su una rapida unione fiscale con i paesi periferici che rispettano gli obiettivi, la BCE aiuta a finanziare il fabbisogno di liquidità, il fondo EFSF si espande, l'euro sopravvive e sale di valore per la crescita della fiducia.

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Ne approfitto per ricordare che il valore dell'euro si basa sostanzialmente sulla fiducia, anche perché la sua copertura aurea non supera il 2% del denaro circolante.

articolo completo su Intermarket & More

lunedì 16 gennaio 2012

rating del metallo

Permettetemi una considerazione ovvia ma spesso trascurata.
Qual'è il rating di chi possiede fisicamente metalli preziosi?
Il rating è semplicemente un giudizio sulla capacità di produrre i soldi richiesti dai creditori.
Le decisioni delle agenzie dei rating possono influenzare pesantemente il valore dei nostri investimenti cartacei, perché la carta è sempre espressione del debito di qualcuno.
Chi ha investito in metalli preziosi, invece, può dormire sonni tranquilli. Detenendo vero denaro, infatti, non deve preoccuparsi di alcun giudizio delle agenzie e, soprattutto, non deve preoccuparsi del grado di solvenza di un debitore.

vendite superano produzione



Nel 2011 per la prima volta nella storia, le vendite di monete Silver Eagle e Maple Leaf (foglia d'acero) superano la produzione nezionale delle miniere di argento degli U.S.A. e del Canada.
Negli ultimi anni la domanda di monete "Silver Eagles" americane and "Maple Leaf" canadesi è cresciuta sensibilmente. La produzione di argento delle miniere statunitensi, invece, lo scorso hanno è diminuita del 30% (vedi grafici). Faccio notare infine che negli ultimi 12 mesi l'estrazione di rame e calata del 26% e l'argento è spesso un sottoprodotto delle miniere di rame.

se un paese esce dall'euro il sistema bancario salterà

Tavola rotonda pubblicata sulla rivista Barrons sulle previsioni per il 2012.
Intervista all'economista Felix Zulauf .
(traducetevi da soli le brutte notizie)

"Europe is going to be key this year for the markets and the economy. China is slowing; the emerging world is slowing, and the U.S. is barely above water, constrained by its structural problems. I have called the euro a misconstruction since its birth. The problem is a difference in competitiveness among European countries, and you can’t solve it by lending money to the less competitive countries. You have to deflate wages and prices in the south, and inflate the north. But given Germany’s history, it will never inflate.
The members of the euro zone agreed in December that each country could have a structural deficit of no more than half a percent of GDP. If a deficit goes above 3% of GDP, the country will be sanctioned. This agreement now has to be ratified in all countries. But when you agree to such a prescription and you are uncompetitive, your currency is overvalued by 30%, you can’t devalue, and your nominal interest rates are too high, that is a recipe for a depression. It is a death sentence. Several countries won’t ratify the contract, and the next day their markets will be repriced accordingly. They will exit the euro, and the turmoil will go to the next level. Greece is bust in either case. If you can devalue your currency by 40% or 50% in that situation, at least you will have the chance to see the sun again and recover.
The banking system goes bust. Assume Greece won’t repay anything, or at most 10% of its total debt. It is not just the government but the private sector that is bust. That means banks in other countries will be in trouble, which means they will be nationalized. Governments won’t have the money to pay for this, so they will assume even more debt. That is the chain of events I expect in 2012, and if you believe it won’t affect the U.S. you are dreaming. The estimated notional value of the over-the-counter fixed-income-derivatives market in Europe is estimated to be about 60 trillion euros. There are many links to the U.S. banking system, although we don’t yet know who is positioned how. If one country exits the euro, all hell will break loose."


articolo completo

venerdì 13 gennaio 2012

analisi tecnica dell'oro



Analisi tecnica del prezzo dell'oro espresso in dollari/oncia.
I prezzi sono tornati a contatto con la resistenza determinata dalla linea di tendenza discendente (di colore viola). Ciò rende probabile uno storno nel breve periodo. Interessante anche il fatto che il prezzo di oggi si trova contemporanemente a contatto on la DMA (Displaced Moving Average - di colore verde).
In un ottica di medio termine, nel grafico è evidente che i prezzi si trovano confortevolmente al centro di un canale rialzista che dura ormai decine di mesi e conferma la solidità del mercato toro per il metallo giallo.
Anche l'analis del rapporto put/call delle opzioni indica crescenti acquisti di opzioni call: ciò di solito indica che le mani forti si apprestano a far salire i prezzi.


 articolo completo su Intermarket & More

la Francia sta per perdere il rating AAA


Secondo varie voci che circolano oggi pomeriggio in borsa, stasera l'agenzia Standard & Poor's abbasserà i rating di Francia e Austria da AAA ad AA+

Per l'Italia si parla di declassamento a BBB+
Se la notizia fosse confermata la Germania si troverebbe a essere l’unico paese sottoscrittore del fondo salvastati Efsf a mantenere la tripla A. 

Un'altra notizia preoccupante per questo venerdì 13: le banche hanno annunciato di aver sospeso i negoziati con Atene sui termini della ristrutturazione del debito pubblico della Grecia. 
Un'osservazione per gli amanti della numerologia: oltre a oggi quest'anno ci sono altri due venerdì 13, il 13 aprile e il 13 luglio. Tra ognuna di queste tre date ci sono  esattamente 13 settimane.
Intanto l'euro si indebolisce e scende sotto 1,27 rispetto al dollaro.

mercoledì 11 gennaio 2012

nel 2012 vanno a ruba le monete



In questi primi giorni del 2012, la zecca degli U.S.A. ha già venduto 4,3 milioni di once di monete di argento. Si tratta di una quantità superiore ai già notevoli totali mensili del 2011 eccetto per i mesi di gennaio e settembre quando erano state vendute dalla zecca statunitense 6,4 e 4,5 milioni di once.
Sempre secondo dati forniti dalla U.S. Mint, le vendite di monete d'oro nel 2012 hanno già superato le 82.500 once, il 26% in più delle vendite dell'intero mese di dicembre.
Forse i responsabili della zecca hanno registrato in questi giorni parte delle vendite di fine 2011, per evitare di pubbblicare un totale annuale da record, resta il fatto che gli acquisti di argento fisico da investimento sono in crescita.
In Germania, il rivenditore GP Metallum (www.gp-metallum.de) ha già esaurito tutto l'argento fisico esportabile quest'anno verso l'Italia.Vi ricordo che in Germania l'IVA sull'argento è del 7% mentre qui da noi è il 21% .
Sta tornando l'amore dei piccoli risparmiatori per l'argento fisico?  Secondo esperti indiani del settore la risposta è sicuramente affermativa.
Ricordo inoltre che l'argento fisico disponibile "sopra il livello terrestre" è calato del 91% dal 1980 e che oggi le miniere tipicamente riescono ad estrarre solo 10 once di argento per ogni oncia di oro (normalmente il rapporto era 15 a 1).

martedì 10 gennaio 2012

oro torna sopra la MM 200



Con un movimento deciso oggi il prezzo dell'oro in dollari è tornato sopra la media mobile a 200 giorni, un indicatore molto seguito dagli analisti tecnici e dai grossi fondi di investimento.
Dopo aver considerato i precedenti episodi di ritorno con volumi importanti sopra la media mobile a 200 gg, l'esperto Stone McCarthy afferma che "questa è una delle ragioni per cui prevediamo in forte potenziale di rimbalzo, provocato anche dalla riduzione delle posizione ribassiste degli speculatori." 

lunedì 9 gennaio 2012

banche italiane 9 gennaio



Nel grafico: andamento dei titoli di B.Intesa, Unicredit, MPS e Mediobanca dal 2 al 9 gennaio 2012.
Solo oggi il titolo Unicredit è stato sospeso per otto volte! e perde quasi il 50% dall'inizio di quest'anno.
Sta crollando anche il resto del settore bancario italiano, con titoli che perdono tra il 12 e il 20% da inizio anno.
Se un aumento di capitale di 7,5 miliardi di euro ha provocato un crollo del 40% cosa succederà quando verranno richiesti i prossimi 115 miliardi necessari ?
D'altro canto non dobbiamo dare per scontata la correttezza delle indicazioni dell'EBA, un ente fantasma e opaco, che richiede di svalutare il rischio sovrano nei portafogli delle banche dopo che si è chiuso un occhio per quanto riguarda l’immondizia dei mutui subprime e di tanti strumenti derivati truffaldini.



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 approfondimento su aumento di capitale Uncredit

sabato 7 gennaio 2012

Quando la fantafinanza rischia di diventare realtà


, Debito pubblico e Meccanismo Europeo di Stabilità () sugli scudi in questo inizio 2012 che preannuncia nulla di buono. E poi c’è

Ok lo ammetto. In questi giorni anche al sottoscritto, sempre sostenitore della indistruttibilità dell’Euro, qualche dubbio è venuto.
Innazitutto i tanti commenti letti sui giornali e sui report. Fino a qualche settimana fa, il ritorno alle valute locali (Euro Break Up) era considerato da molti come tabù. Oggi invece si parla di possibilità concreta. Come non posso nemmeno negare la sorpresa nel leggere a pagina 66 del prospetto dell’aumetno di capitale in partenza da oggi di Unicredit una frase molto sibillina…
«Le preoccupazioni relative all’aggravarsi della situazione del debito sovrano dei Paesi dell’area euro potrebbero portare alla reintroduzione, in uno o più Paesi di valute nazionali o, in circostanze particolarmente gravi, all’abbandono dell’Euro»
Certo, Unicredit mette le mani avanti in un momento di profonda incertezza, ma fino a qualche settimana fa NESSUNO si sarebbe mai sognato di scrivere su un prospetto informativo tale frase, che lascia trapelare un evento catastrofico e che potrebbe anche arrivare a comportare (probabilmente) la fine della stessa Unicredit e dl sistema bancario italiano.
Ma questa sensazione non è solo il frutto di un blogger indipendente, ma è un qualcosa di condiviso. Anche dalla comunità internazionale. Tanto che il 12 gennaio ci sarà un’ennesima riunione tecnica, e poi il 23 gennaio un altro Ecofin con le solite tematiche discusse, tra cui gli Eurobonds. Sarà ancora ulteriore tempo perso?
Fantafinanza? Al momento si: ma questa crisi è una crisi mai vista. Lo sto dicendo da tempo. E le conseguenze di quanto sta capitando non sono facilmente prevedibili. Non dimentichiamo mai infatti che il sistema finanziario è virtualmente fallito da tempo e che si cerca di continuare a mantenere in piedi la baracca, trascinando stancamente avanti un sistema che non può sussistere senza un costante ed incondizionato sostegno.
Chiudo con un’ultima chicca che porterà tante critiche e discussioni. Il tema è sempre il MES e, in particolare, quello che TEORICAMENTE potrebbe succedere nel peggiore delle ipotesi. Roba da far rabbrividire. Non parlo più perché sennò vengo accusato di terrorismo. In realtà cerco solo di dire alla gente quello che NON sa…
Guardatevi questo video:

 
 e poi…speriamo che la Germania capisca e si ammorbidisca.

D.T.

venerdì 6 gennaio 2012

argento fisico più caro del 30%


Come si può vedere nel grafico sopra, oggi il fondo PSLV di Eric Sprott viene quotato a un prezzo superiore del 30% rispetto alla quotazioni di borsa dell'argento. In altre parole, qualcuno è disposto a pagare il 30% in più rispetto alle quotazioni ufficiali dell'argento solo per avere il diritto di essere più vicino al metallo fisico piuttosto che avere un pezzo di carta che dichiara diritti su un altro pezzo di carta.
Una simile differenza tra il NAV (net asset value) e il prezzo "spot" si era verificata solo nell'aprile 2011 quando le quotazioni dell'argento si erano impennate per poi collassare di 8 dollari/oncia in pochi millisecondi in seguito a quello che è stato ovviamente un attacco coordinato da parte delle grosso banche. Oggi come allora c'è un evidente scarisità di argento fisico rispetto alla domanda. Mentre la volta scorsa si sono risolti i problemi di approvigionamento mediante il crollo delle quotazioni, stavolta sarà molto più diffiicile fare collassare i prezzi da questi livelli molto più bassi.

due francesi dichiarano che

Christine Lagarde, direttrice generale del Fondo Monetario Internazionale lancia un pesante monito durante una conferenza stampa a Pretoria: "Nel 2012 ci sara' la fine dell'euro? La mia risposta è che non credo. La moneta unica non sparirà o si dissolvera' nel 2012".
Primo monito: utilizza la parola "non credo" (ovvero non è sicura)
Secondo monito: specificando l'anno 2012 ... non esclude il 2013 o il 2014
Considerando che questi personaggi pubblici scelgono le parole con molta attenzione e per lanciar precisi messaggi, questo messaggio dovrebbe lasciare molti dubbi a chi crede ciecamente nell'euro.

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Oggi il premier francese Nicholas Sarkozy ha dichiarato che "la fine dell'euro significherà la fine dell'Europa e la fine della pace".
Perché Sarkozy ha ritenuto necessario ripetere la stessa minaccia già espressa recentemente da Angela Merkel ?  Sono cresciute le probabilità di una fine dell'euro?

la questione chiave del 2012




Questo post potrebbe essere sottovalutato, ma sarà uno dei più importanti di tutto questo inizio 2012. Non tanto perché vi predice il futuro, ma perché vi spiega qual’è l’elemento più importante da monitorare per il corrente anno  (il che è già qualcosa). Signori tanto per cambiare parliamo di debito e di roll over. Nella fattispecie di DEBITO BANCARIO ( e solo di quello, poi c’è anche il resto, naturalmente …)
Si signori. Qui sta tutta la chiave del 2012. Se il debito in scadenza delle banche non verrà “rollato” e rinnovato, tanti saluti e baci. Arrivano i default e con l’effetto contagio o effetto domino, i bail out degli stati e pian piano il castello di carta della finanza crolla, va giù.
Inesorabilmente.
Il 2012 sarà anche l’anno dell’EBA, del Core tier 1 e della liquidità. Noi tutti sappiamo molto bene quanto denaro è chiesto alle banche in conto capitale in questo 2012 …
Carenza di liquidità e scadenze del debito… un bel problema… E se il debito non viene rinnovato? Semplice: rischio default. E proprio ieri con l’Ungheria abbiamo toccato con mano il problema.
(...)
I primi mesi del 2012. Sono assolutamente CHIAVE.
Ci sarà il sostegno della BCE, con dentro lo LTRO e i vari piani di riacquisto di covered bond (ci sono dei piani di riacquisto previsti)….
Currently, the regular operations are complemented by euro liquidity-providing operations with a maturity of (around) one, six and twelve months as well as US-dollar liquidity-providing operations. In addition, the Eurosystem has launched two Covered Bond Purchase Programmes (CBPP, which ended in June 2010 and CBPP2, which started in November 2011) in to order to purchase euro-denominated covered bonds and, since 10 May 2010, it has conducted interventions in debt markets under the Securities Markets Programme (SMP). The liquidity provided through the SMP is currently absorbed by weekly collections of fixed-term deposits. (Source ECB
Per quali importi però? Non si sa. Di certo non per importi sufficienti a salvare il sistema. Ok, resta lo LTRO… Ma siamo certi che tutto questo sarà sufficiente?

D.T.

giovedì 5 gennaio 2012

Milano e Parigi affossano l'euro



Stamattina la prima asta del 2012 di titoli di stato francesi è andata peggio del previsto e non è stata sottoscritta tutta l'offerta. A Milano il titolo Unicredito è già stato sospeso per quattro volte e sta perdendo oltre il 16% in attesa di un aumento di capitale offerto con uno sconto del 43%.
Oggi Bloomberg rivela che il più grosso azionista di Unicredito è Mediobanca, la quale a sua volta è posseduta per l' 8,7% da Unicredito (ennesimo esempio della fragilità del castello di carte).
Nel frattempo il premier Monti si è precipitato a Bruxelles (a prendere ordini?) e il pacchetto di salvataggio per la Grecia è stato posticipato di tre mesi.
Il cambio euro/dollaro è sceso sotto 1,28 per la prima volta in oltre un anno.
I mercati americani stanno per aprire con l'angoscia per un esposizione di oltre 3mila miliardi di dollari verso le banche europee.

mercoledì 4 gennaio 2012

grazie a Citibank per 20 dollari in pochi minuti



Oggi pomeriggio l'oro ha guadagnato oltre 20 dollari l'oncia in pochi minuti (tornando sopra i 40 euro/grammo). Come mai? Semplicemente perché l'analista Tom Fitzpatrick di Citibank ha appena pubblicato un report nel qual sostiene che la correzione del prezzo dell'oro è ormai terminata e ora dobbiamo aspettarci la ripresa del rally. "L'oro potrebbe scendere a 1.550 USD/oncia prima di invertire la tendenza", poi secondo Fitzpatrick arriverà facilmente a 2.400 USD/oncia. "Solo una chiusura settimanale sotto i 1.535 USD/oncia può preannunciare una correzione più profonda.

martedì 3 gennaio 2012

la più grande impennata in oltre tre anni

grafico delle variazioni in percentuale dell'argento
Oggi l'argento (come pure l'oro) ha recuperato in un solo giorno tutte le perdite della settimana scorsa con una impennata da record. Espresso in dollari, questo balzo giornaliero del 6.6% è il maggiore dal 24 novembre 2008 - oltre tre anni fa.

Stampare Moneta è Necessario

Lo so che siamo abituati a pensare che "stampare moneta" è una cosa da Messico e Guatemala, anche io pensavo in questo modo, ma in realtà le cose non stanno più così. In pratica il creare moneta da parte dello stato ora è il male minore, perchè negli ultimi 20 anni la maggior parte della moneta è stata creata tramite incrementi di debito.

Creare moneta da parte della Banca Centrale, cioè dello stato, ora è utile e necessario, perchè serve a tappare il buco che ha lasciato il collasso del credito/debito. La domanda di beni e servizi monetaria, la spesa annuale in dollari insomma, è uguale a INCREMENTO DEL REDDITO + INCREMENTO DEL DEBITO. Nel caso degli USA ad esempio, l'incremento annuale del debito era di 2 o 3.000 miliardi l'anno fino al 2008 e ora è -400 miliardi. Questo è un crollo della domanda annuale di 2 o 3mila miliardi ! Non puoi fare finta di niente e ignorarlo perchè altrimenti hai una Depressione come negli anni '30. Devi tappare il buco lasciato dal crollo del debito privato e creare moneta da parte dello stato, che almeno è moneta che non paga interessi.
Bisogna insistere su questo concetto: negli ultimi 20 anni la domanda, la spesa è stata sostenuta da continui incrementi di debito da parte delle famiglie e in parte anche delle imprese. Dal 2009 questi incrementi di debito sono spariti e anzi ora in diversi paesi il debito privato si contrae.

Se lo stato non lo sostituisce creando moneta e finanziando in questo modo della spesa pubblica o riduzioni di tasse ora hai un collasso economico. Detto questo dovrebbero creare moneta per ridurre la massa dei debiti delle famiglie e ridurre le tasse, non per sostenere le banche.
Dato però che il "Club", la finanza di New York, che di fatto controlla il governo americano (e inglese) consente di creare moneta solo per comprare bonds e asset finanziari, alla fine avrai lo stesso un crollo.

G. Z.
 
fonte: www.cobraf.com

N.B. ogni volta che in passato è stata annunciata l'intenzione di stampare soldi sono subito aumentate le quotazioni dei metalli preziosi.

9 tonnellate al mese fuggono in Svizzera


Nel 2011 nove tonnellate di lingotti di oro fuggiti ogni mese dall'Italia alla Svizzera Esportare lingotti sembra diventata un'abitutine tutta italiana. Lo evidenzia un dossier pubblicato oggi su La Repubblica, che riprende un report dell'Istat emesso ad inizio dicembre, secondo il quale, in un contesto di generale calo delle esportazioni, aumentano invece le fuoriuscite di lingotti di metallo giallo, acquistati dagli investitori privati e dalle banche e poi esportati in Svizzera e - per esaurimento cassette di sicurezza - nel principato di Monaco. Il tentativo è quello di tutelarsi dall'inflazione e dai possibili prelievi patrimoniali del governo Monti. Il quale, ventila Repubblica, potrebbe stipulare una deroga del segreto bancario con le autorità elvetiche, vanificando così l'astuzia degli esportatori d'oro. Secondo le cifre Istat, nel 2011 sarebbero state esportate 100 tonnellate d'"oro greggio non monetario", ad agosto il 152% in più rispetto a un anno prima, per una media di 9 tonnellare al mese.

fonte: www.borse.it