metalli preziosi per proteggersi dal crollo del castello di carte

i metalli preziosi sono il miglior investimento per proteggersi dal crollo del castello di carte

lunedì 30 giugno 2014

la crescita del PIL non giustifica l'aumento di liquidità



Nella colonna di sinistra del grafico viene indicata la quantità di dollari creata dal 2010 al 2013. Nella colonna di destra l'aumento del PIL (prodotto interno lordo) dell'economica USA nello stesso periodo.
Possiamo notare come la stamperia di denaro abbia lavorato quasi il doppio di quanto avrebbe dovuto in considerazione dell'andamento dell'economia reale.
Dando per buone i propositi dichiarati dalla Fed, possiamo comunque affermare che 3,3 mila miliardi di dollari di stimoli hanno prodotto solo 1,8 mila miliardi di crescita nell'economia.

Nel grafico sotto possiamo confrontare la stampa di denaro da parte delle principali banche centrali:

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mercoledì 25 giugno 2014

corsa agli sportelli in Bulgaria



Il sistema finanziario sta semplicemente implodendo, perché ai governanti interessa di più mantenere la loro poltrona piuttosto che garantire la stabilità economica.  
Ci sono persone che sono così polarizzate su ciascun lato di molte questioni, dall'iperinflazione alle élite globali, ci sono socialisti che odiano i ricchi, i comunisti che vedono il capitalismo come il male e i politici che danno la colpa agli elusori fiscali. C'è così tanta polarizzazione all'interno della società che non vi può essere alcuna soluzione, perché ognuno di noi si è fissato su una propria opinione e ritiene di essere l'unico ad avere ragione.
  
Lo stesso si riflette nei governi. Riescono a vedere solo il loro punto di vista e, non avendo il controllo della situazione al 100% di tutto (come avevano sotto il comunismo), stanno fallendo.

Ora abbiamo una corsa agli sportelli in BulgariaIl complesso intreccio della finanza sta disfacendosi e ciò faciliterà l'arrivo del caos e aumenterà il rischio di guerre. Sale la tensione e la gente incolpa sempre qualcun altro, che si tratti dei ricchi, degli stranieri, dei banchieri o delle grosse aziende. Questo è un momento in cui diventano impossibili un pensiero chiaro e soluzioni ragionevoli.

Il FMI sta ora invitando la BCE a iniziare a comprare titoli di stato dei paesi membri. Non hanno soluzioni, ma rispolverano la stessa vecchia cattiva di trucchi. Non c'è nessuno in una posizione di potere che sia in grado di pensare a qualcosa di innovativo. Siamo afflitti dakka casta dei giuristi-politici e mancano totalmente persone con esperienza nella gestione del denaro internazionalem mancano veri statisti.

        Martin Armstrong

http://armstrongeconomics.com/2014/06/24/banks-runs-in-bulgaria/ 


lunedì 23 giugno 2014

uscita dal triangolo ?

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Il grafico mostra i prezzi dell'argento in dollari per oncia dal 2011. Le quotazioni stanno rompendo la linea di resistenza verso l'alto. Se confermata, secondo l'analisi tecnica questa rottura porterà a rialzi notevoli.

In seguito alle tensioni geopolitiche sembra essere imminente anche un rialzo dei prezzi del petrolio; come conseguenza dovrebbero salire di pari passo anche oro e argento.

lungo e interessante articolo su Marketoracle

giovedì 19 giugno 2014

che giornata !




Risultato in chiusura delle borsa di New York: 
  futures dell'oro       + 3,59 %
  futures dell'argento + 5,11 %



mezzo miliardo in 5 minuti

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Oggi, all'apertura del mercato di New York, nel giro di pochi minuti qualcuno ha deciso di comperare l'equivalente di 497 milioni di dollari di contratti futures sull'oro.

Buon rialzo anche dell'argento, che risale sopra i 20 dollari per oncia.

Si trattta di una ricopertura di posizioni al ribasso oppure dell'ingresso di capitali freschi?
Al meomento la maggior parte dei capitali si muovono verso il mercato azionario USA, come brillantemente previsto mesi fa da Martin Armstrong.





lunedì 16 giugno 2014

ancora in Austria come nel 1931 ?


L'Austria ha appena annullato la garanzia sovrana sul debito della Hypo Alpe Aria Bank.  
Il ministro della Giustizia Wolfgang Brandstetter ha dichiarato alla stampa: "una persona saggia non avrebbe mai dovuto confidare nella garanzia offerta dallo stato sovrano ... ogni grande investitore avrebbe dovuto sapere che una garanzia di 25 miliardi di euro prelevata da uven bilancio statale annuo di 2 miliardi di euro non potrà mai funzionare ... "

Nel 1931
la valanga di default dei debiti sovrani ha avuto origine proprio in Austria, con il fallimento della banca Credit Anstalt La storia sembra ancora una volta ripetersi anche se la maggior parte della gente non mi hanno creduto quando ho riferito che l'Austria non ha nemmeno i soldi per pagare i carburanti del suo esercito (che si è schierato con la NATO nella crisi in Ucraina, anche se l'Austria non fa parte ufficialmente della NATO).

      Martin Armstrong


http://armstrongeconomics.com/2014/06/15/austria-starts-the-default-once-again/


Nel seguente articolo, pubblicato settimana scorsa sul quotidiano inglese The Guardian, si cita un rapporto di 30 pagine che dimostra come il 60% del debito pubblico francese sia da ritenersi illegale:

 articolo da: "the guardian"

cresce la tensione



Stamattina colonne di carri armati russi stanno avvicinandosi al confine con l'Ucraina nella regione di Rostov (vedi fotografia) mentre si avvicina l'ultimatum di oggi pomeriggio da parte di Putin per le forniture di gas russo.

In tutto il mondo crescono i rischi di guerre e disordini sociali mentre l'oro mantiene il suo status di "safe-haven", cioé di investimento sicuro in tempi di avversità.

giovedì 12 giugno 2014

perché le miniere non chiudono ?


Il prezzo dell’oro e dell’argento si mantiene, ormai da parecchi mesi, al di sotto del costo medio di produzione  (quello totale, il cosiddetto all-in cost, non le “spese vive” dette anche cash cost). 
Dal momento però che il costo vivo di produzione è pur sempre inferiore, per la maggioranza delle miniere, al prezzo, molte miniere continuano a produrre in perdita (un po’ come alcune aziende italiane), anche per non dover licenziare tutto il personale che poi sarà difficile ri-reclutare in futuro e poi perché non è che chiudere una miniera permetta di ammortizzare meglio i costi già sostenuti che non tenendola aperta in perdita. E vi ricordo che i costi che si devono sostenere prima di produrre la prima oncia di oro o argento sono immensi il più delle volte, e ci vogliono molti anni per arrivare a questo traguardo: non deve stupire dunque se, arrivati al traguardo, piene di debiti o comunque costi da ammortizzare, le miniere continuino a produrre anche se in perdita. 

L’attività volta ad esplorare e definire nuove riserve invece viene falcidiata, creando così le premesse per una violenta inversione del ciclo, ma non tra poche settimane, forse tra qualche anno. E questo non è esattamente una novità, il settore minerario funziona grosso modo così da sempre.

Avevo sottovalutato quanto potesse durare questa fase di depressione senza che un gran numero di miniere iniziasse a chiudere i battenti, quando scrissi l’ultima volta in proposito di miniere che chiudevano. Ero persuaso che soltanto l’oro (di cui la nuova produzione annua incide per circa il 2% soltanto) potesse continuare a restare sotto il costo marginale di produzione ma non anche l’argento ed i platinoidi. Invece, mentre in effetti i platinoidi sono saliti di prezzo, l’argento continua ad accusare il colpo.

Ma mentre in Cina la produzione non da segni di ridursi, altrove si assiste già ai primi segni di cedimento. Stavolta con anche i nomi di alcune major in prima fila. Il maggior produttore mondiale Barrick Gold prevede che nel 2014 produrrà 6-6,5 milioni di once d’oro contro le 7,2 milioni del 2013 ad esempio. Iamgold e Anglogold Ashanti si avviano a chiudere Yatela nel Mali. La stessa Anglogold sta predisponendosi infine, dopo averci rimesso un miliardo di dollari negli ultimi anni, a chiudere la mastodontica miniera di Obuasi in Ghana, dove lavorano 6500 minatori e impiegati, interrogato sul perché abbiano deciso solo ora di frenare questa emorragia di fondi della compagnia, il CEO ha spiegato che in prospettiva ciò pareva avere un senso fino a che il prezzo dell’oro era sui 1500-1700 dollari ma non ora dopo il suo collasso. Il governo dello Zimbabwe ha chiuso la miniera Sabi lasciando inoccupati 500 lavoratori sino a che non troverà un investitore pronto al sacrificio. Central Norseman Gold e Navigator Resources hanno terminato delle operazioni in Australia già nel 2013. American Bonanza Gold ha sospeso la produzione a Copperstone in Arizona. 
Non mancano cattive notizie anche per le miniere d’argento. La pessima Aurcana Corp ha messo in “cura e manutenzione” la texana Shafter prima che finisse il 2013. Alexco Resources ha messo in stand-by Bellekeno, l’unica miniera primaria di argento di tutto il Canada, che sebbene l’elevata gradazione del metallo non riusciva a non generare perdite. Stessa sorte toccata alla messicana Capire di Impact Silver. E l’elenco potrebbe continuare …

Questo significherà che prima o poi il prezzo di oro ed argento, rispetto a questi livelli, dovrà necessariamente salire, ma i titoli argento-auriferi, invece, nel frattempo potrebbero anche essere morti stecchiti… 
A dare loro il colpo di grazia potrebbero essere gli incrementi di tassazione come quello effettuato dalla Tanzania e quello paventato dalle Filippine, ma anche leggi sfavorevoli come quella del governo indonesiano che ha imposto ai produttori di rame nella nazione, di non poter esportare il minerale grezzo bensì doverlo raffinare in loco (costruendo impianti costosi da zero). Questa nuova imposizione ha causato ad esempio la chiusura (forse solo temporanea) della gigantesca miniera di rame ed oro (i due metalli sono spesso associati nei depositi) di Batu Hijau posseduta dalla major Newmont Mining.

    Giuseppe Trucco



 articolo completo su: truccofinanza.it

palladio verso i mille dollari per oncia ?

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Come visibile nel grafico sopra, i prezzi del palladio sono tornati ai livelli di marzo 2001. 
La recente crescita delle quoatazioni è stata spinta dalle preoccupazioni degli investitori che uno sciopero nelle minierare del Sud Africa, il secondo produttore mondiale dopo la Russia. Gli scioperi stanno creando problemi anche a diverse miniere di platino.
Un altro fattore positivo per il palladio è la ripresa del settore automobilistico mondiale. Il palladio, infatti, è un elemento essenziale per i catalizzatori presenti nei tubi di scarico.

martedì 10 giugno 2014

fuga dai CFD

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Di soliito il martedì mattina assistiamo a un crollo delle quotazioni di oro e argento. Oggi è avvenuto l'opposto, con il platino che guadagna addirittura 25 dollari per oncia in pochi minuti.
La causa potrebbe essere la paura delle banche per i CFD largamente utilizzati dalle aziende cinesi.
I commodity financing  deals (CFD) venivano largamente utilizzati dal sistema bancario ombra per finanziare l'acquisto di materie prime da parte delle industrie cinesi. Un effetto colleterale del largo impiego di CFD era quello di schiacciare verso il basso le quotazioni dei metalli preziosi, effetto piacevole per i tanti cinesi che volevano acquistare metallo fisico a buon prezzo.

Negli ultimi giorni stanno emergendo sempre più scandali e truffe legate alla mancanza di collaterale fisico oppure allo stesso lotto di merce messo più volte a garanzia con banche diverse. Diverse banche internazionali stanno scoprendo quindi di avere prestato miliardi di dollari senza garanzie adeguate.

il ventaglio del mercato orso

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I diversi colori del grafico (con barre settimanali) favoriscono l'individuazione delle varie fasi del mercato orso per l'oro, con i prezzi in dollari per oncia in discesa dal massimo di agosto 2011.
In questo primo semestre del 2014 il mercato rimane ribassista, con i prezzi nella stessa spicchio azzurro di fine 2012. 
Se i prezzi troveranno una base, tuttavia, la notevole ampiezza della zona azzurra ci fa intuire che potremmo vedere importanti risalite - fino a 1550 dollari per oncia - pur rimanendo in un mercato orso di medio termine.

articolo completo su: www.tfmetalsreport.com


lunedì 9 giugno 2014

fondi comuni troppo ribassisti


Il grafico mostra le posizioni al ribasso sull'argento da parte dei fondi comuni di investimento. Questi seguaci del trend stanno probabilmente cacciandosi in una trappola, con posizioni aperte al ribasso per un totale di 214 mila once, equivalenti al 25% della produzione annua globale del metallo. 
Se il mercato dovesse girarsi al rialzo, soltanto grosse iniezioni di liquidità da parte delle banche permetteranno a questi fondi di mantenere le loro posizioni.

La scadenza del contratto di luglio delle opzioni avrà probabilmente un effetto importante sui prezzi nelle prossime due settimane, con alcune 97.000 contratti che dovranno essere chiusi o rinnovati sulla scadenza successiva.

domenica 8 giugno 2014

la multa che minaccia il sistema finanziario europeo


Durante la prima giornata del summit del G7 a Bruxelles, il presidente francese Hollande ha insistito sulle potenziali conseguenze della sanzione da 10 miliardi di dollari che le autorità americane vogliono infliggere a BNP Paribas. Le ripercussioni, a suo dire, andrebbero ben oltre la banca.
Hollande ha affermato che la multa americana colpirebbe non solo la più grande banca francese, ma anche la più grande banca della Zona euro. Inoltre avrebbe conseguenze economiche e finanziarie a livello europeo. Queste conseguenze potrebbero estendersi a altre banche, le quali potrebbero ugualmente venire colpite dalle sanzioni statunitensi, introducendo sospetti sulla solidità del sistema finanziario europeo.

articolo completo su: www.ticinolive.ch



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venerdì 6 giugno 2014

998 KG di lingotti falsi



Mercoledì scorso un commerciante cinese, Zhao Jingjun, ha scoperto che le i 998 kg di lingotti di oro che aveva comperato in Ghana erano stato sostituiti con lingotti di metallo comune.

Zhao aveva acquistato i lingotti d'oro puro da una società in Ghana a metà aprile.
La merce, suddivisa in 14 casse, era stato scortata da suoi dipendenti fino all'imbarco su un volo charter alla fine di maggio.
Il volo è atterrato a Hong-Kong e le casse sono state prese in consegna da una società di logistica dell'aeroporto Chek Lap Kok che le ha poi consegnate in un magazzino a Tsuen Wan, nella Cina continentale.
Quando Zhao ha aperto le scatole ha scoperto che erano piene di barre di metallo invece di lingotti d'oro. La polizia cinese sta indagando. 

In attesa di scoprire se si tratta di furto o di frode assicurativa, dobbiamo registrare il crescente nervosismo in Cina per le recenti continue sparizioni di metallo (anche rame o alluminio) che era stato utilizzato come garanzia per ricevere finanziamenti dalle banche.



fonte: South China Morning Post 
 

giovedì 5 giugno 2014

riguadagnata quota 1251


Oggi pomeriggio alle 14:30 gli annunci di Mario Draghi hanno indebolito l'euro solo nei prmi minuti e favorito sia i mercati azionari sia i metalli preziosi. La BCE ha annunciato tassi di interesse negativi per i depositi di liquidità delle banche ( -0,1%); se questa tendenza continua i risparmiatori dovranno presto pagare la banca per poter depositare il loro denaro.
Da un lato la BCE ha abbassato meno del previsto il tasso di sconto, dall'altra ha annunciato l'intenzione di concedere prestiti dietro garanzie di ogni genere, comprese le obbligazioni spazzatura. La Federal Reserve aveva seguito una simile politica nel 2008 quando il sistema finanziario rischiava di implodere.

Dal punto di vista dei risparmiatori, se le banca non renumerano più la liquidità depositata c'è un motivo in più per preferire l'oro ai contanti.

L'oro torna di colpo sopra il livello chiave di 1251 dollari per oncia mentre l'argento risale sopra i 19 dollari per oncia.

commenti di Armstrong sul livello 1251


mercoledì 4 giugno 2014

cosa farà GS con l'oro dell'Ecuador ?

Rafael Correa
 
Il governo dell'Ecuador ha deciso di prestare alla banca d'affari Goldman Sachs ben 466 mila once di oro per un controvalore di circa 580 milioni dollari. 

L'Ecuador, guidato dal presidente socialista Rafael Correa, è alla ricerca di fonti di contante dopo aver preso in prestito oltre 11 miliardi dollari dalla Cina perché cinque anni fa non hanno onorato i pagamenti su 3,2 miliardi dollari di debito estero.
Questa è quanto succede di solito quando il debito è nelle mani di socialisti o comunisti, le obbligazioni finiscono per fare default. 

Come nel caso dello Zimbabwe, che ha dovuto adottare la valuta estera perché la gente non si fida proprio, l'Ecuador è l'unico paese del Sud America che utilizza il dollaro statunitense come valuta
L'Ecuador non ha venduto il suo oro, in pratica lo ha affidato a Goldman Sachs per ottenere a prestito asset più liquidi.  Il governo dell'Ecuador prevede di realizzare un profitto di ben 20 milioni dollari sulla transazione, quando riavrà indietro il suo oro fisico tra tre anni. Non è ben chiaro in che modo pensano di realizzare tale profitto.  

Sembra che Goldman utilizzerà quell'oro come garanzia per speculare al ribasso con i futures, per poi fare l'operazione inversa quando le quotazioni del metallo giallo saranno crollate sotto i mille dollari per oncia.

     Martin Armstrong

fonte: armstrongeconomics.com 


P.S. Oppure Goldman Sachs presterà questo oro ai suoi amici di New York per accelerare la restituizione delle riserve alla BundesBank tedesca, che finora ha ricevuto solo una piccola parte del metallo fisico richiesto.

un dibattito serio sull'emissione di denaro



La Banca nazionale svizzera (BNS) deve tornare ad avere un monopolio completo dell'emissione di denaro. Lo rivendica l'associazione "Modernizzazione monetaria", che ha lanciato martedì a Berna un'iniziativa popolare.
La proposta è di precludere alle banche private l'emissione illimitata di moneta bancaria elettronica: essa, secondo i promotori, costituisce il 90% della massa monetaria in circolazione.
Alla BNS competerebbe quindi la creazione di un nuovo denaro, denominato "moneta intera", che verrebbe reso disponibile attraverso pagamenti senza debito allo Stato, ai cantoni o ai cittadini. Il testo è sostenuto da docenti delle Università di San Gallo e Berna. Secondo i critici, invece, tale soluzione porterebbe ad una forte inflazione.

per ascoltare il dibattito dalla radio svizzera

punto di svolta a metà giugno ?

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Nel grafico sopra, con barre mensili, possiamo notare come nell'ultimo anno i prezzi dell'oro si travano all'interno sia del canale rialzista partito dai minimi del 2005 sia del canale ribassista che scende dai massimi del 2011.

Secondo i modelli computerizzati di Martin Armstrong, in ottica giornaliera i due supporti-chiave prima di una accelerazione al ribasso si trovano a 1240 e 1186 dollari per oncia.
Al momento il supporto a quota 1240 sembra tenere, quindi potrebbe esserci una svolta al rialzo in formazione una volta superate le resistenze a quota 1262 e 1294.
Secondo l'analisi ciclica, settimana prossima e quella del 23 giugno saranno probabilmente dei punti di svolta. 
Non si prevedono crolli delle quotazioni finché i prezzi non faranno registrare chiusure mensili sotto la zona di 1190 dollari per oncia. 
Già oggi (mercoledì) potrebbe esserci un punto di svolta sia per l'oro sia per l'argento.

argento dal 2005, con barre mensili

Nel mercato dell'argento possiamo aspettarci una reazione al rialzo solo dopo una chiusura sopra 19,52 dollari per oncia. La resistenza principale si trova a quota 19,93 e solo una chiusura settimanale sopra questo livello riuscirà ad alleggerire la pressione ribassista. 
Se, invece, verrà sfondata al ribasso la resistenza a 18,25 prevediamo un crollo verso il supporto in zona 17,30 o addirittura verso la zona dei 15 dollari per oncia. 


fonte: armstrongeconomics.com

martedì 3 giugno 2014

i cinesi assorbono quasi tutto l'oro prodotto

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Il grafico mostra il confronto dei dati - dal 2009 ad aprile 2014 - tra la produzione mondiale di oro (linee gialle) e le consegne di oro effettuate dallo SGE (Shangai Gold Exchange) e il Comex (linee azzurre).

Nello scorso mese di aprile il mercato della Cina continentale ha assorbito 77,4 tonnellate di oro fisico provenienti da Hong Kong e dalla Svizzera, 33 tonnellate di estrazione mineraria nazionale mentre le restanti 19,6 tonnellate provengono da rottami  e/o da importazioni da altri paesi.

Pur registrando un calo da inizio 2014, la domanda di oro da parte dei cinesi rimane forte.
A breve si prevede anche un aumento della domanda da parte del continente indiano, in seguito al cambio di governo e alla diminuzione delle restrizioni sulle importazioni.


articolo completo su: www.ingoldwetrust.ch

oro verso i 1180 ?

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L'ultima settimana di maggio per i prezzi dell'oro è stata la peggiore negli ultimi otto mesi. Come visibile nel grafico sopra, il supporto a quota 1250 dollari per oncia è stato sfondato verso il basso con forti volumi nel mercato dei futures (oltre 1,7 miliardi di dollari in 5 minuti).

Dopo un nuovo minimo degli ultimi quattro mesi toccato nella notte tra domenica e lunedì, il mese di giugno è iniziato con un lieve recupero e un lunedì molto tranquillo anche a causa della chiusura delle borse di Shangai e Hong Kong per il Dragon Boat Festival.  

I prezzi d'argento hanno seguito l'oro in basso, per poi rimbalzare sul minimo di 18,65 dollari per oncia, il livello più basso dal minimo di giugno 2013. 

Secondo gli analisti della bullion bank Scotia Mogatta, le quotazioni dell'oro sembrano intenzionate a un ritracciamento verso il doppio minimo nella zona di 1180-1182 dollari per oncia.
 
 

C'è grande attesa per la decisione della BCE di giovedì sui tassi di interesse. Se Mario Draghi si mostrerà accomodante potremmo assistere a un rialzo dei prezzi dell'oro espressi in euro.

lunedì 2 giugno 2014

il saccheggio dell'oro di Napoli

La repubblica italiana è stata fondata anche grazie al sequestro dell'oro del Banco di Napoli

Il 7 settembre 1860 Giuseppe Garibaldi entrò a Napoli appena 17 giorni dopo essere sbarcato in Calabria, seduto comodamente in treno, senza sparare un colpo, con pochi uomini al seguito (il resto delle camicie rosse giunse il giorno 9).

Il Palazzo Reale dei Borboni fu subito spogliato di tutto, gli oggetti più preziosi furono spediti a Torino, altri venduti al miglior offerente. L’11 settembre l’oro della Tesoreria dello Stato, patrimonio della Nazione meridionale (equivalente a 1670 milioni di euro) e anche i beni personali che il Re aveva lasciato nella Capitale “sdegnando di serbare per me una tavola, in mezzo al naufragio della patria” (assommavano a 150 milioni di euro), tutti depositati presso il Banco di Napoli furono requisiti e dichiarati “beni nazionali”. 

Il saccheggio fu così completo che ad un certo punto Garibaldi fece minacciare di fucilazione i banchieri napoletani in caso di rifiuto “a questo modo venne uno dei primi banchieri di Napoli e sborsò uno o due milioni”.

Lo stesso Garibaldi si dimostrò, in futuro, insolvente con le banche ed evasore con il fisco: chiese un prestito al Banco di Napoli per suo figlio Menotti, l'equivalente di 1 miliardo e mezzo delle nostre vecchie lire, ma quest’ultimo non rimborsò nemmeno il mutuo; la banca si fece avanti con il padre, "Ma che volete voi? lo vi ho liberati, sono stato anche dittatore e voi pretendete anche che restituisca un prestito" fu la risposta; gli archivi del Monte dei Paschi di Siena ci danno invece uno spaccato dei rapporti di Giuseppe Garibaldi con il Fisco. "Signor Esattore, mi trovo nell'impossibilità di pagare le tasse. Lo farò appena possibile. Distinti saluti". Punto e basta. In effetti il figlio indebitato per fallimento era Ricciotti (e non Menotti) e Garibaldi restituì l'importo senza interessi quando nel 1876 il Parlamento gli concesse l'appannaggio vitalizio.

Un copione già collaudato

Del resto, le “prime prove” del saccheggio erano state fatte negli altri stati preunitari precedentemente annessi; in questi ultimi, dopo aver provocato delle insurrezioni “pilotate“ che avevano provocato la fuga dei legittimi sovrani, Cavour aveva spedito dei rapacissimi “commissari“ col compito ufficiale di ristabilire l’ordine contro “la rivoluzione” ma in realtà con lo scopo di svuotare le casse pubbliche “per sostenere la causa italiana”: “Il governo riparatore di Torino, quando ebbe realizzato i suoi disegni con l’annessione rivoluzionaria degli altri Stati, si vide in mezzo a grandissime risorse..….ben presto ci si accorse del modo singolare con cui gli unitari volevano che l’Italia “una” fosse amministrata. Il dittatore Farini, in pochi giorni, aveva aggravato il debito pubblico di Modena e Parma di 10 milioni; Pepoli aveva aggravato di 13 milioni le Romagne e il barone Ricasoli di 56 milioni la Toscana”

       Giuseppe Ressa

fonte: ilportaledelsud.org