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giovedì 23 aprile 2026

Turchia sul piede di guerra


Ieri, mercoledì 22 aprile, il governo turco e alcuni membri del Parlamento europeo hanno criticato le recenti dichiarazioni della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, secondo cui l'Europa non dovrebbe cadere sotto l'influenza di Russia, Turchia o Cina.

Dall'inizio della guerra con l'Iran, la Turchia ha venduto o prestato oro per un valore di 20 miliardi di dollari, in una serie di cessioni di lingotti che hanno contribuito al maggiore calo mensile del prezzo del metallo prezioso dal 2008.
La Banca Centrale della Repubblica di Turchia ha venduto 52 tonnellate di oro tra il 27 febbraio e il 27 marzo, portando le riserve nette della banca centrale turca a 440 tonnellate, il livello più basso degli ultimi due anni.

Si è trattato di un tentativo di frenare la forte perdita di valore della lira turca, che continua a deprezzarsi, e un'inflazione salita oltre il 37% nel mese di marzo 2026. I cittadini privati turchi che possono permetterselo continuano a comperare oro fisico, anche perché si aspettano un'inflazione del 50% entro fine anno.<

La Turchia ha il più grande esercito della NATO, dopo quello degli USA, e l'economia turca risente delle ingenti spese della corsa agli armamenti decisa dal premier Erdogan, il quale sta lanciando avvertimenti sempre più espliciti sulle sue mire espansionistiche per riconquistare il controllo su territori che facevano parte dell'impero Ottomano, compresa la città di Gerusalemme. Erdogan è sempre più pronto a uno scontro diretto con Israele e pronto ad approfittare di eventuali debolezze dell'altro impero dell'Asia occidentale, quello dei persiani, con un Iran bersaglio dei bombardamenti da parte dell'alleanza USA-Israele.

Secondo l'analista Martin Armstrong, le tensioni tra Turchia e Israele stanno aumentando rapidamente. Come si può leggere nel suo articolo pubblicato stamattina, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha ripetutamente avvertito che Israele si trova ad affrontare una cerchia sempre più ampia di avversari e deve prepararsi alle minacce emergenti in tutta la regione mentre funzionari turchi hanno risposto accusando Israele di cercare deliberatamente il suo "prossimo nemico", con il Ministro degli Esteri Hakan Fidan che ha dichiarato che Israele "non può vivere senza un nemico".


      M.R.

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Martin Armstrong, "si espande il ciclo delle guerre con la UE che si scontra con la Turchia":

  articolo di oggi su AmstrongEconomics.com

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Lezione di geopolitica del 22 aprile, da parte di Dario Fabbri, sul probabile conflitto tra Turchia e Israele:


Al minuto 8, Erdogan: "noi siamo i costruttori e i difensori di Gerusalemme" (...) l'Iran non dice che Israele, Gaza, la Cisgiordania sono nostri, la Turchia invece lo dice. 
Al minuto 10, il primo terreno di scontro tra la Turchia e Israele sarà probabilmente la Siria.
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Giacomo Gabellini, Cipro e Israele alleati contro la Turchia:



Giorgio Livas: ci sono ben sette eserciti presenti sull'isola di Cipro.


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lunedì 6 aprile 2026

2026 fuga da New York

Le banche centrali di varie nazioni europee stanno riportando a casa il loro oro da New York, in sordina e giustificandole come operazioni di routine.

La vera ragione è probabilmente un'altra: con un governo USA che dal 2022 ha deciso di congelare 300 miliardi di dollari di riserve russe e con un presidente Trump che ha iniziato a insultare alcuni capi di stato europei colpevoli di non collaborare per lo sblocco dello stretto ... sono quindi sempre più giustificabili i timori delle banche centrali che avevano affidato tonnellate del proprio oro all'enorme caveau nei sotterranei della Federal Reserve Bank di New York.


A fine marzo 2026 la banca centrale francese ha venduto 129 tonnellate di oro francese depositate a New York e ha acquistato oro equivalente in Europa conforme agli standard attuali.

https://www.lefigaro.fr/flash-eco/une-plus-value-de-13-milliards-d-euros-pourquoi-la-banque-de-france-a-vendu-une-partie-de-son-or-20260325

Con questa operazione ha registrato un guadagno di 12,8 miliardi di euro grazie all'aumento dei prezzi dell'oro. Tutte le riserve auree francesi sono ora custodite a Parigi. Secondo le autorità francesi la decisione di questo spostamento non sono state dettate dalla politica ma il risultato ha chiari risvolti politici con un membro importante della NATO che ritira tutto il suo oro dal controllo degli americani.

Tra il 2013 e il 2017 anche le banche centrali della Germania e dei Paesi Bassi avevano iniziato a ritirare il proprio oro da New York. La Polonia ha aumentato le sue riserve di oro di 20 tonnellate nel solo mese di febbraio.

La banca centrale cinese sta acquistando oro da 16 mesi consecutivi e nello stesso tempo ha ridotto le sue riserve di titoli di stato USA di quasi 640 miliardi di dollari.

In febbraio la Turchia ha venduto 8 tonnellate di oro a febbraio e in marzo ne ha utilizzate circa 50 tonnellate a marzo di difesa della lira che è sempre più debole. I lingotti venduti dalla Turchia, comunque, hanno trovato subito acquirenti.

Lo scorso mese di dicembre il senatore leghista Claudio Borghi (Lega) ha promosso con successo un emendamento per sancire che l'oro custodito da Bankitalia è di proprietà dello Stato e del popolo italiano, non della BCE. La norma chiarisce che, pur restando la gestione in capo a Bankitalia, l'Italia possiede la terza (o quarta) riserva aurea mondiale, considerata bene nazionale.

    M.R.


Vedi anche:

         il furto del millennio

         De Gaulle mandò un incrociatore a New York  


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