metalli preziosi per proteggersi dal crollo del castello di carte

i metalli preziosi sono il miglior investimento per proteggersi dal crollo del castello di carte

martedì 5 giugno 2012

Egan Jones abbassa il rating del Regno Unito


L'agenzia di rating Egan Jones ha abbassato il rating del Regno Unito da AA ad AA - .
Secondo l'agenzia statunitense la situazione di Londra sarebbe peggiore di quanto sembri. Egan-Jones osserva che il debito pubblico britannico, che nel 2007 rappresentava il 49% del PIL, è balzato nel 2011 al 99,7%. Egan-Jones crede che il rapporto debito/PIL del Regno Unito supererà probabilmente nel 2014 il 110%. 
----
Secondo il Financial Times, inoltre, pare che le autorità britanniche stiano avviando una forma di default parziale mascherato per le loro obbligazioni:
secondo gli analisti di M&G Investments, i possessori di Gilt con valore legato all'inflazione potrebbero subire una riduzione di oltre il 40% del valore delle loro obbligazioni, in seguito a cambiamenti tecnici sui meccanismi di calcolo dell'inflazione e soprattutto sul cambiamento dei beni che compongono il paniere di riferimento.

lunedì 4 giugno 2012

anche la borsa USA è negativa

clicca per ingrandire
Dall'inizio del 2012 l'indice Dow Jones è già sceso in territorio negativo. Considerando le quotazioni di pre-apertura, oggi probabilmente diventeranno negativi anche il Nasdaq e l'indice più importante di tutti, lo S&P 500 (vedi grafico).
La borsa italiana, già abbondantemente negativa da tempo, sta avvicinandosi ai minimi assoluti toccati in occasione del crollo del 2009. Nel breve termine potremo assistere a un rimbalzo, comunque l'attuale ciclo trimestrale dovrebbe concludersi tra il 18 e il 21 giugno facendo segnare un nuovo minimo.
La borsa giapponese è scesa ai livelli del 1983, ciò nonostante tanti promotori finanziari continuano ad affermare che l'acquisto di azioni "nel medio o lungo termine è sempre redditizio".





sabato 2 giugno 2012

in Inghilterra è sparito l'oro del Venezuela

La Banca d'Inghilterra ha venduto l'oro venezuelano che avrebbe dovuto custodire

 

La Banca di Inghilterra ha venduto tutto il suo oro, anche quello che il Venezuela le aveva affidato in custodia. Secondo l’analista Max Keiser la Banca di Inghilterra non ha l’oro venezuelano e per questa deve rivolgersi al mercato per poterlo consegnare al Venezuela.

Oggi il Venezuela chiede giustamente il rimpatrio delle sue 211 tonnellate d’oro che erano state inviate in Inghilterra e in altre banche di tutto il mondo, come garanzia per i prestiti erogati dal Fondo Monetario Internazionale ai governi di Jaime Lusinchi nel 1988 e di Carlos Andrés Pérez nel 1989.

Oggi Hugo Chávez ha richiesto il rimpatrio del suo oro e risulta che la Banca di Inghilterra, pure percependo un compenso per custodire l'oro venezuelano, nella realtà l'aveva venduto.
Giustamente, di fronte alla domanda del governo venezuelano, ora lo deve consegnare, non ha materialmente l'oro e quindi per adempiere ai suoi obblighi deve cercarlo nel mercato mondiale, cosa che sta facendo salire il prezzo.  La richiesta di Hugo Chávez ha allertato il mercato mondiale, generando ancora più incertezza in relazione all'opportunità di detenare divise quali il dollaro e l'euro. Tutti gli investitori del mondo stanno comprando oro ed argento come beni rifugio.

Ricordiamo che il Venezuela detiene una delle più forti riserve internazionali di oro al mondo con 366 tonnellate e inoltre ha miniere di oro, come quella di Las Cristinas, una delle più grandi del mondo con più di 500 tonnellate di riserva.

Inoltre Hugo Chávez, in accordo con la Banca Centrale, in virtù della crisi che penalizza Stati Uniti ed Europa e in attesa del probabile crollo del dollaro e dell'Euro, ha annunciato che la sua riserva internazionale, oggi totalmente nelle banche dei paesi in crisi, sarà diversificata e messa nelle banche di Brasile, Russia e Cina, cioè in banche dei paesi BRICS, che rappresentano il futuro dell’economia mondiale.

fonte: da dietro il sipario


Vedi anche:

 Fort Knox è vuoto ?

venerdì 1 giugno 2012

disoccupati record, crolla il DAX, si impenna il metallo


Oggi alle 14:30 il dato sulla disoccupazione negli USA è uscito molto peggiore del previsto (tasso ufficiale 8,2% , tasso reale attorno al 20%). Gli analisti non hanno nemmeno potuto contare sul buon trend registrato nei mesi precedenti, dal momento che sono stati inaspettatamente - e consistentemente - rivisti al ribasso sia gli occupati di aprile che quelli di marzo.
La borsa tedesca, il DAX, arriva a perdere oltre il 4,5 %
I titoli di stato svizzeri vengono offerti e comperati con rendimenti negativi dello 0,3%.
Oro e argento si impennano in pochi secondi.
Nel grafico potete notare il calo delle borse, il calo dei rendimenti dei titoli di stato USA e l'impennata delle quotazioni di oro e argento.
Gli investitori hanno sempre più paura dei mercati e dell'economia in generale. Spread BTP/Bund oltre 490.
L'agenzia statunitense Egan-Jones ha tagliato il rating sovrano dell'Italia da "BB" a "B+". Egan-Jones dubita che Roma sia in grado di supportare da sola le sue banche viste le deboli condizioni in cui si trova il Paese. Egan-Jones avverte inoltre che l'Italia non può sostenere il suo debito se l'economia europea vacilla.
La Banca centrale di Madrid ha indicato che nei primi tre mesi dell’anno c’è stato un deflusso di capitali dalla Spagna per 97 miliardi di euro, mentre 31,4 miliardi sono stati ritirati dai conti correnti 
In serata l'indice Dow Jones ha azzerato tutti i guadagli del 2012.



ministro spagnolo: euro in bilico


De Guindos pensa che sia in bilico il futuro dell'euro


La situazione in Europa è grave, inutile dirlo, ma le prossime settimane saranno determinanti per il futuro dell'Unione. Questa opinione è stata espressa dal Ministro delle finanze spagnolo Luis de Guindos.

"Il futuro dell'euro sarà in gioco nelle prossime settimane in Spagna e in Italia", ha dichiarato il Ministro, ammettendo "Non so se siamo sull'orlo di un precipizio, ma siamo in una situazione molto, molto, molto difficile".

De Guindos, secondo quanto riporta l'agenzia Bloomberg, ha affermato che una maggiore integrazione europea era vitale per combattere la crisi, soprattutto sotto l'aspetto della vigilanza bancaria.


Fonte: www.teleborsa.it

.