metalli preziosi per proteggersi dal crollo del castello di carte

i metalli preziosi sono il miglior investimento per proteggersi dal crollo del castello di carte

lunedì 6 gennaio 2014

primo flash crash del 2014

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Oggi alle ore 10:15 di New York il mercato dei futures dell'oro è stato sospeso per 10 secondi dopo aver perso oltre 30 dollari per oncia nel giro di pochi secondi.
Riprese le contrattazioni, le quotazioni dell'oro sono tornate rapidamente sopra il livello della chiusura di venerdì scorso (linea blu nel grafico).
E' solo una coincidenza il fatto che questo crollo momentaneo è avvenuto proprio poco prima della prima iniezione di liquidità del 2014 da parte della Federal Reserve?

Anche i mercati dell'argento e del Bitcoin hanno subito crolli repentini nello stesso momento, però il metallo ha subito recuperato mentre il Bitcoin è rimasto sul minimo di 990 dollari.
Chi specula con i futures o con altri strumenti elettronici oggi ha guadagnato o perso grosse cifre nel giro di pochi secondi, chi detiene metallo fisico può starsene tranquillo in poltrona a godersi lo spettacolo.
 



bitcoin di slancio sopra i 1100

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Il grafico rappresenta l'andamento del valore del Bitcoin in dollari, dall'inizio di novembre 2013 a oggi.
Ricordo che il Bitcoin è una valuta virtuale, da un lato priva di sottostante ma dall'altro slegata dal debito, al contrario delle valute ufficiali. Le valute "fiat" sono ulteriormente indebolite dalla svalutazione competitiva.
Il Bitcoin, inoltre, non è ancora soggetto a controlli o tassazione. Dietro il suo ultimo balzo in alto c'è il verdetto delle autorità di Hong-Kong: la HKMA ha infatti stabilito che "bitcoin non è una valuta ma solo una commodity virtuale, quindi non deve essere soggetto a regolamentazione".
Il valore del Bitcoin potrebbe decuplicarsi in poco tempo, come pure potrebbe crollare a zero. Personalmente mi sento più tranquillo con in tasca una manciata di sterline d'oro ... che non potranno mai azzerarsi o svanire per problemi informatici.

venerdì 3 gennaio 2014

quattro diverse scuole di pensiero

Sono giunto alla conclusione che quando ci sono in gioco i soldi e il potere le persone cospirano.

Quando si tratta di manipolazione dei prezzi dell'oro attualmente ci sono quattro diverse scuole di pensiero:

 

La prima scuola sostiene che il prezzo dell'oro non è manipolato affatto. Dopo i vari scandali emersi negli ultimi anni, sappiamo però che esiste una diffusa e frequente manipolazione delle obbligazioni,dei  tassi di interesse, delle azioni, delle commodities, del tasso di inflazione e dei tassi di cambio, quindi sono manipolate anche tutte le valute. Inoltre,i mercati dei futures ultimamente vengono inondati da enormi quantità di contratti proprio negli orari in cui sono più illiquidi, con speculazioni che non hanno senso secondo una prospettiva di profitto perché il venditore non ottiene il prezzo migliore per i suoi prodotti. 

La seconda scuola di pensiero sostiene che g
li Stati Uniti (e i loro alleati) stanno manipolando il prezzo dell'oro, un fatto storico provato, come ultimo tentativo di salvare l'egemonia del dollaro USA.


La terza scuola ritiene che negli ultimi mesi sono i cinesi che stanno manipolando il prezzo dell'oro, per cercare (con molta fatica) di diversificare le loro riserve patrimoniali in valuta estera. A quanto pare i cinesi agiscono su due fronti: da una lato fanno scendere il prezzo dell'oro agendo nei mercati elettronici occidentali mentre nello stesso tempo comperano tanto oro fisico in cambio dei dollari in loro possesso (che valgono ancora qualcosa). Se questa tesi fosse vera, si tratta di una strategia che ha funzionato in modo eccellente nel 2013.
 

La quarta scuola di pensiero sostiene che il prezzo dell'oro viene manipolato in modo coordinato in seguito ad accordi segreti tra ovest ed estSi tratterebbe di un piano concordato dalle banche centrali per giungere a un nuovo ordine monetario che prevede la redistribuzione delle riserve di oro tra le nazioni in base alle dimensioni delle loro economie reali.

articolo completo su: ingoldwetrust.ch