Vladimir Putin ha appena firmato un decreto che limita le esportazioni di lingotti d'oro di peso superiore a 100 grammi a partire da maggio.
A prima vista può sembrare un piccolo controllo sui movimenti di capitali, in realtà si tratta della mossa di una nazione che prevede una forte volatilità valutaria e una ridefinizione dei prezzi dei beni reali.
Essendo la Russia il secondo produttore di oro al mondo - con una produzione di circa 310 tonnellate ogni anno - la mossa di limitarne le esportazioni può avere lo scopo di proteggere la sua moneta in previsione di un imminente crollo della fiducia nei sistemi monetari "fiat" a corso forzoso.
Putin non ha firmato il decreto a causa delle guerre in Ucraina e nel Golfo Persico. Lo ha firmato perché la guerra sta facendo ciò che le sole sanzioni non sono riuscite a fare: forzare la transizione monetaria da un sistema basato sulle promesse (fiat) a un sistema basato sulle garanzie, con una rapidità che nessuna politica in tempo di pace avrebbe potuto raggiungere. Il petrolio è intrappolato dentro lo stretto di a Hormuz; l'oro è intrappolato in Russia; i dollari sono intrappolati in un sistema che le nuove potenze globali stanno cercando di sostituire.
Si tratta di un controllo dei capitali, non di una politica dettata dal panico, perché questa restrizione non si applica alle banche commerciali, quindi la Russia non blocca i flussi istituzionali continuano.
Si tratta invece di una tipica contromisura di chi prevede un forte aumento della volatilità e dell'instabilità monetaria a livello globale.
Molto probabilmente i russi prevedono anche una rivalutazione dell'oro perché, considerando il fatto che per un crescente numero di scambi commerciali si stanno utilizzando valute diverse dal dollaro statunitense*, la fiducia nei pagamenti in valuta fiat si indebolisce e l'oro verrà sempre più rivalutato come bene monetario, come peraltro hanno sempre lasciato capire i paesi appartenenti all'alleanza dei BRICS.
Le riserve della banca centrale russa ammontano a 74,3 milioni di once troy, per un valore di circa 384 miliardi di dollari, pari al 47% delle riserve valutarie totali della Russia. L'oro è ora il principale bene sovrano della Federazione Russa in un mondo nel quale circa 300 miliardi di dollari di altri suoi beni rimangono congelati a causa dalle sanzioni occidentali.
Diverse banche centrali stanno continuando ad accumulare oro fisico e se questa tendenza continua a livello globale assisteremo non solo a una continuazione del mercato toro per l'oro ma anche a importanti cambiamenti strutturali, come quello sancito nel luglio 1944 a Bretton Woods.
M.R.
* L'India acquista petrolio russo utilizzando valuta cinese e dirham.
La Russia non converte queste valute in dollari, utilizza la valuta cinese per importare merci cinesi e accumula costantemente oro.
La Cina, a sua volta, ha bisogno di dirham per assicurarsi il petrolio del Golfo.
Gli scambi commerciali si concludono, l'energia fluisce ma il surplus rimane al di fuori del sistema del dollaro e invece di finanziare i deficit statunitensi tramite titoli del Tesoro viene immagazzinato in oro e argento, riserve neutrali e a prova di sanzioni.
Questa non è frammentazione. Si tratta di un sistema monetario parallelo che si sta formando in tempo reale.
L'Unità di scambio dei BRICS, in fase pilota dall'ottobre 2025, è una valuta ibrida per i regolamenti commerciali, garantita per il 40% da oro fisico e per il 60% dalle valute dei paesi membri. Nei paesi membri vengono allestiti caveau aurei per consentire i regolamenti in giornata.
Il divieto di esportazione imposto dalla Russia garantisce che le sue 310 tonnellate annue rimangano all'interno del sistema previsto dall'alleanza BRICS. L'oro non esce dal paese, ma diventa garanzia. La garanzia diventa mezzo di pagamento e questa modalità di pagamento sostituisce il dollaro.
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A seguito delle sanzioni occidentali del 2022, i russi hanno aumentato massicciamente l'acquisto di oro come bene rifugio, con oltre 50 tonnellate acquistate nel 2022 e 75,6 tonnellate nel 2024.
RispondiEliminaSecondo un articolo di Reuters, la Francia ha appena "rimpatriato" le proprie riserve auree depositate presso la Federal Reserve di New York, vendendole e utilizzando il ricavato per acquistare nuovi lingotti d'oro "moderni" a Parigi.
RispondiEliminaL'UE ha rinviato il suo piano per un divieto permanente sulle importazioni di petrolio russo a causa dell'impatto della guerra con l'Iran sui mercati energetici globali e delle tensioni interne.
RispondiEliminaLa UE ha quindi sospeso solo temporaneamente il proprio suicidio economico ...