Per ora è stata esaminata solo la punta dell'iceberg delle 3 milioni di pagine degli "Epstein files" pubblicate dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti e pare che le pagine non ancora pubblicate per motivi diplomatici siano altri 2 milioni. I dati che comprendono migliaia di immagini e filmati, occupano ben 14 Terabytes di memoria.
Ieri due membri del congresso americano, il repubblicano Thomas Massie e il democratico Ro Khanna hanno avuto accesso ai file non censurati del caso Epstein. Avevano solo due ore, quindi pochissimo tempo, per selezionare milioni di documenti.
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| Massie e Kanna |
Thomas Massie ha dichiarato: "Ieri sera ho ricevuto una chiavetta USB contenente l'elenco completo dei file appartenenti a Jeffrey Epstein. Contiene assolutamente tutto: tutti i miliardari, tutti i finanziatori della campagna elettorale, assolutamente tutti. Ora, lasciatemi spiegare perché non ne avete sentito parlare sui media: perché sono tutti coinvolti. Farebbero di tutto per impedire la pubblicazione di questi documenti. Epstein era molto più di un semplice pedofilo; era una risorsa per i servizi segreti. Faceva parte di un'operazione di ricatto per controllare miliardari, politici e leader mondiali. Se questa lista venisse resa pubblica, il sistema, come sappiamo, crollerebbe. Il pubblico ha il diritto di conoscere la verità e non ho paura di rivelarla."
E Massie ha aggiunto: "Lo scandalo Epstein… più grande del Watergate… più grande dell’Iran-Contra… più lungo nel tempo… che ha coinvolto più amministrazioni… dobbiamo arrivare in fondo alla questione.”
Ro Khanna ha svelato alcuni nomi tra i quali quello del sultano Ahmed bin Sulayem, imprenditore degli Emirati Arabi Uniti, presidente e CEO di DP World, uno dei maggiori operatori portuali e logistici al mondo e quello del miliardario Les Wexner, noto per essere stato il CEO e proprietario di grandi catene di abbigliamento come Victoria’s Secret e che diede a Epstein una procura e una villa a Manhattan.
Domenica 8 febbraio il Financial Times ha pubblicato un'inchiesta sui membri della famiglia Rothschild "coinvolti" con Epstein.
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| una delle email a Peter Thiel, fondatore di PayPal |
Dallo scorso mese di novembre sembra crollare il Bitcoin, come visibile nel grafico sotto:
Secondo molti uno dei motivi di questo crollo è proprio il legame tra Epstein e il Bitcoin, dimostrabile da decine di messaggi email e da bonifici bancari, tra i quali 800mila dollari di donazioni al media Lab del MIT e 525mila dollari alla Digital Currency Initiatiative.
Tra gli accusatori del ruolo di Epstein nella manipolazione del Bitcoin c'è David Stockman, ex parlamentare del partito repubblicano e direttore dell'Ufficio di gestione e bilancio (1981-1985) sotto il presidente Ronald Reagan.
Stockman raccomanda la lettura di questo lungo e dettagliato articolo pubblicato da Browstone Istitute, all'interno del quale l'autore Aaron Day denuncia che: "Epstein ha finanziato gli sviluppatori del MIT che hanno annientato il Bitcoin come denaro contante. Brock Pierce ha mandato in rovina la Bitcoin Foundation, ha aperto le porte ai soldi di Epstein, ha negoziato la partecipazione di Epstein in Coinbase, è stato nella villa di Epstein a proporre Bitcoin a Larry Summers, ha co-fondato Tether e ha continuato a mandare email a Epstein fino al 2018."
Ci sono accuse pesanti anche contro Howard Lutnick, attuale Segretario al Commercio nell'amministrazione Trump, che "ha mentito sulla rottura dei rapporti con Epstein, ha assunto la gestione delle riserve del tesoro di Tether, pari a oltre 130 miliardi di dollari, prima ancora di unirsi alla transizione di Trump. Ha spinto per la carica di Segretario al Tesoro, ha fallito, è approdato al Dipartimento del Commercio, ha nominato il suo alleato Bo Hines come consulente per le criptovalute alla Casa Bianca, ha fatto approvare a forza il GENIUS Act da Hines, poi ha visto Hines lasciare la Casa Bianca e diventare immediatamente CEO della filiale statunitense di Tether."
Aaron Day spiega come "ogni singolo giocatore è connesso, ogni singola mossa è coordinata." Il GENIUS Act consolida esattamente le stesse scappatoie in cui si è trovato Tether on. Il CLARITY Act conferisce copertura normativa agli stessi addetti ai lavori. La Bitcoin Strategic Reserve si basa su una moneta il cui prezzo è stato gonfiato artificialmente dalla stessa stablecoin che ora regolamenta, il cui sviluppo principale è stato finanziato da Epstein e la cui usabilità è stata deliberatamente distrutta dalle persone che traggono profitto da queste manovre truffaldine.
Hanno creato la crisi (paralizzando Bitcoin on-chain nel 2014), hanno stampato denaro falso per pomparlo tramite Tether, si sono poi posizionati come proprietari della "soluzione" (vedi Blockstream, Cantor e USAT), hanno scritto le leggi che proteggono la loro truffa (vedi GENIUS e CLARITY) e ora si preparano a intervenire come salvatori quando finalmente scoppierà la bolla che hanno gonfiato.
Nel seguente filmato, Jeffrey Tucker e Aaron Day raccontano come sia stato "dirottato e catturato" il Bitcoin, alcune rivelazioni dagli "Epstein Files" e la fine di una moneta che voleva essere totalmente libera:






Tether fa esattamente ciò che ogni grande banca fa già: stampa denaro.
RispondiEliminaPerché dovremmo aspettarci regole diverse per i dollari digitali?
Stiamo superando l'era delle banche e stiamo entrando nell'era degli algoritmi di confisca del denaro dei privati cittadini.
RispondiEliminaLe grandi banche cercano sempre di catturare o influenzare mercati che presentano un potenziale di rialzo significativo o che mettono in discussione i sistemi valutari esistenti. Questo comportamento non è esclusivo di Bitcoin.
RispondiEliminaIl tentativo di cattura non invalida un asset; ne conferma l'importanza.
Epstein è stato il principale mediatore di molteplici incontri segreti tra l'ex primo ministro israeliano Ehud Barak e il miliardario degli Emirati Arabi Uniti Sultan Ahmed bin Sulayem.
RispondiEliminaIl secondo più grande fondo pensioni del Canada sospende le relazioni con DP World, la gigantesca compagnia portuale di proprietà del sultano Sulayem.
RispondiEliminaSulayem è una delle persone che più erano vicine a Epstein, ed era partecipe dei suoi crimini.
Se ai giovani viene data dimostrazione che basta appartenere al club del potere (spesso occulto) per poter commettere - senza punizione - i reati più orribili immaginabili, la nostra società viaggia verso un distopico futuro di indifferenza e torpore.
RispondiEliminaRenate H.
Non è “soltanto” uno scandalo sessuale ma soprattutto di corruzione: Epstein parlava a tu per tu con governanti e decisori politici e li corrompeva con sesso e soldi.
RispondiEliminaMaddalena Loy
Howard Lutnick, CEO di un'enorme società finanziaria globale,
RispondiEliminadue terzi dei suoi dipendenti sono stati ridotti in cenere l'11 settembre mentre lui quel giorno è arrivato tardi perché ha portato un bambino a scuola... una coincidenza incredibile; Lutnik viveva proprio accanto alla villa di Epstein.