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| Antonov AN-124 |
Oro nero e petroldollari
Durante la conferenza stampa dopo l'attacco al Venezuela, Donald Trump ha ripetuto più volte la frase "estrarremo così tanta ricchezza dal sottosuolo" ... e il sottosuolo della regione dell'Orinoco è ricco anche di oro, argento, cobalto e altri minerali sempre più importanti.
Donald Trump ancora una volta è stato molto esplicito: "The future will be determined by the ability to protect commerce and territory and resources that are core to national security. These are core to our national security. Just like tariffs are, they've made our country rich and they've made our national security strong, stronger than ever before. But these are the iron laws that have always determined global power. And we're going to keep it that way."
Il Venezuela possiede attualmente 303 miliardi di barili di riserve di petrolio greggio, che Trump afferma siano ora sotto il controllo degli Stati Uniti.
Con i prezzi del petrolio a circa 57 dollari al barile, il valore totale delle riserve venezuelane equivale a 17,3 trilioni di dollari. In poche ore, gli Stati Uniti hanno acquisito il controllo di riserve petrolifere per un valore superiore all'intero PIL di tutti i paesi del mondo, a parte Stati Uniti e Cina.
Il sistema del petrodollaro, istituito dall'accordo del 1974 tra Henry Kissinger e l'Arabia Saudita, che richiedeva la vendita globale di petrolio in dollari, per decenni ha creato una domanda artificiale per la valuta USD e ha finanziato l'egemonia americana.
Negli ultimi anni, e soprattutto dopo le sanzioni legate alla guerra in Ucraina, si è avviato un processo di de-dollarizzazione guidata da Russia, Cina, Iran e dal crescente numero di nazioni aderenti ai "BRICS", nazioni che stanno adottando transazioni non basate sul dollaro e alternative al circuito SWIFT.
M.R.
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