metalli preziosi per proteggersi dal crollo del castello di carte

i metalli preziosi sono il miglior investimento per proteggersi dal crollo del castello di carte

lunedì 12 gennaio 2026

sfondata la resistenza a 75 dollari

Stanotte le quotazioni dell'argento hanno decisamente sfondato al rialzo la resistenza concordata da alcune grandi banche (tra le quali le prestigiose Goldman Sachs e HSBC) al livello di 75 dollari/oncia.

Come visibile nel grafico sopra, tra il 27 dicembre e il 5 gennaio le grandi banche che da decenni controllano il mercato del Comex di New York erano riuscite a contenere i prezzi in una scatola tra 72 e 78 USD/oncia (le due linee blu) attorno al livello-chiave di 75 dollari (linea bianca).
Il tentativo di sfondamento al ribasso del livello-chiave di 70 dollari, avvenuto il 2 gennaio ha avuto breve durata, anche perché le quotazioni sui mercati asiatici - e ovunque dove si vendeva argento fisico - si sono mantenute invece attorno agli 80 dollari.
Il 7 e 8 gennaio abbiamo assistito a un forte e disperato tentativo dei ribassisti di tornare sotto i 75 USD/oncia.


Nelle prime ore di questa settimana l'argento resta saldamente sopra 84 dollari/oncia (2.300 euro/Kg) mentre l'oro aveva superato i 4.600 dollari/oncia (125 euro/grammo).

Nei prossimi giorni le banche tutt'ora sovraesposte al ribasso dovranno coprirsi facendo acquisti che porteranno probabilmente il prezzo dell'argento tra i 90 e i 100 dollari/oncia. Dovranno poi cercare di far scendere le quotazioni sotto gli 80 dollari oncia prima del giorno di scadenza delle opzioni, venerdì 16 gennaio. 

La Cina ora controlla il mercato dell'argento, e l'argento ha raggiunto e superato di slancio la cifra estremamente significativa di 20mila Yuan, l'equivalente di 92 dollari per oncia.

a Shanghai il future dell'argento ha superato i 92 USD/oncia


La scarsità delle scorte disponibili di metallo fisico riguarda anche platino e palladio, con un andamento delle quotazioni quasi identico a quelle dell'argento. 

Nell'immagine sotto, le principali motivazioni macroeconomiche che continuano a dare forza a questo mercato rialzista dell'argento:


Le recenti normative bancarie, in particolare in India, da aprile 2026 consentiranno alle banche di accettare argento allocato (monete, gioielli) come garanzia per i prestiti, formalizzando il suo ruolo monetario e aumentando la liquidità per gli individui.

     M.R

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domenica 4 gennaio 2026

le ricchezze del Venezuela


Il Venezuela detiene attualmente 161 tonnellate di riserve auree per un valore di circa 22 miliardi di dollari considerando un prezzo di 4.300 dollari l'oncia.
Questo rende il Venezuela il paese latinoamericano con le maggiori riserve auree.

161 tonnellate vengono dichiarate ufficialmente dalla banca centrale del Venezuela. La realtà sul campo è più confusa. Anni di scambi poco trasparenti (per aggirare le sanzioni imposte dagli USA) con alleati come Turchia e Iran, soprattutto per gli acquisti di armi hanno eroso le riserve fisiche. Stime indipendenti ora collocano le riserve accessibili ben al di sotto delle 100 tonnellate; 30 tonnellate sono bloccate da alcuni anni nei forzieri della Bank of England.


Antonov AN-124


Secondo fonti non ancora verificate, 847 tonnellate di argento (l'intera riserva strategica della banca centrale venezuelana era di 850 tonnellate) sono state evacuate con aerei cargo russi e cinesi in poche ore notturne lo scorso 23 dicembre.
Ancora misterioso il motivo per cui i russi hanno stanno cercando di proteggere la fuga della super-petroliera Bella 1 che non ha un carico di petrolio e sta dirigendosi verso Murmansk (nel frattempo ha anche cambiato nome e bandiera).


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Oro nero e altri minerali

Durante la conferenza stampa dopo l'attacco al Venezuela, Donald Trump ha ripetuto più volte la frase "estrarremo così tanta ricchezza dal sottosuolo" ... e il sottosuolo della regione del "Arco Minero del Orinoco" è ricco anche di oro, argento, bauxite, coltan e altri minerali sempre più importanti.


Donald Trump ancora una volta è stato molto esplicito: "The future will be determined by the ability to protect commerce and territory and resources that are core to national security.  These are core to our national security. Just like tariffs are, they've made our country rich and they've made our national security strong, stronger than ever before. But these are the iron laws that have always determined global power. And we're going to keep it that way."

Il governo del Venezuela dichiara di possedere attualmente 303 miliardi di barili di riserve di petrolio greggio, che Trump sostiene siano ora sotto il controllo degli Stati Uniti.

Se ciò fosse vero, con i prezzi del petrolio a circa 57 dollari al barile, il valore totale delle riserve venezuelane equivale a 17,3 trilioni di dollari. In poche ore, gli Stati Uniti hanno teoricamente acquisito il controllo di riserve petrolifere per un valore superiore all'intero PIL di tutti i paesi del mondo, a parte Stati Uniti e Cina. Si tratta però di un petrolio molto pesante, denso e acido, richiede lavorazioni intensive che poche raffinerie sono in grado di eseguire. Le raffinerie che il Venezuela possedeva in Texas e Louisiana (società Citgo) erano già state poste sotto sequestro da anni sono state acquistate nel settembre 2025 - per pochi soldi e con un tempismo perfetto - dal famigerato "avvoltoio" Paul Singer, lo stesso finanziere che aveva preso il controllo della squadra di calcio del Milan nel 2017, per poi venderla ai cinesi.

Il sistema del petrodollaro, istituito dall'accordo del 1974 tra Henry Kissinger e l'Arabia Saudita, che richiedeva la vendita globale di petrolio in dollari, per decenni ha creato una domanda artificiale per la valuta USD e ha finanziato l'egemonia americana.


Negli ultimi anni, e soprattutto dopo le sanzioni legate alla guerra in Ucraina, si è avviato un processo di de-dollarizzazione guidata da Russia, Cina, Iran e dal crescente numero di nazioni aderenti ai "BRICS", nazioni che stanno adottando  transazioni non basate sul dollaro e alternative al circuito SWIFT.

Come visibile nel grafico sopra, nell'ultimo anno il Venezuela stava vendendo petrolio soprattutto ai cinesi e si faceva pagare in yuan, non in dollari.

    M.R.

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giovedì 1 gennaio 2026

argento protagonista del capodanno


Il gennaio 2026 inizia con un forte aumento dello spread tra i mercati occidentali e quelli asiatici. Un oncia di argento viene scambiata a 130 dollari a Tokyo, a 128 dollari negli Emirati Arabi Uniti, a 106 dollari in Kuwait, a 97 dollari in Corea, a 80 dollari a Shanghai, a 71 dollari a New York.
Si tratta del medesimo 
metallo, nello stesso giorno e degli stessi 31,1035 grammi di argento puro.

128 dollari/oncia oggi in UAE


Melania Trump arriva alla festa di Capodanno a Mar-a-Lago con un vestito d'argento:


Ieri, nell'ultimo giorno di contrattazioni del 2025 a New York, i metalli preziosi hanno subito violenti ribassi, l'ennesima speculazione sul mercato elettronico da parte di grosse banche, favorita anche dalla eccezionale ed emergenziale iniezione di liquidità di oltre 52 miliardi di dollari tramite la Federal Reserve's Primary Credit lending facility e da un duplice aumento dei margini richiesti a chi operava in leva sul future dell'argento.
Tra le grandi banche in difficoltà sovraesposte al ribasso sull'argento ci sono UBS, Bank of America e Citibank. Pare invece che JP Morgan si sia girata  al rialzo. 

Oggi le autorità cinesi confermano le restrizioni all'esportazione di argento fisico. Per poter esportare l'argento dalla Cina a partire dal 1° gennaio, un'entità deve dimostrare una capacità produttiva di almeno 80 tonnellate, disporre di una linea di credito di 30 milioni di dollari e ricevere l'approvazione dal ministero del commercio cinese.


     M.R.


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venerdì 26 dicembre 2025

inizia la Settimana Fantasma

la petroliera Bella1 cerca di sfuggire

L'argento stamattina ha superato di slancio la quotazione di 2mila euro/Kg e di 75 dollari/oncia; da inizio anno ha visto una crescita del 158%, nettamente superiore al +72% circa dell’oro.
Sempre da 
inizio anno, il platino segna un rialzo del 160% mentre il palladio di oltre il 90%.

futures il mattino del 26 dicembre

Nel grafico sotto, che mostra l'andamento dei prezzi dell'argento in dollari/oncia dal 2010 a ieri, l'analista Bo Polny fa notare come sia stata superata con forza anche la resistenza del livello di Fibonacci a quota 71,53 :

clicca sull'immagine per ingrandire

Il prossimo livello di Fibonacci per l'argento è a quota 160 dollari/oncia.


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per vari motivi fondamentali l'argento dovrebbe proseguire la sua crescita impetuosa di questi ultimi mesi 


La Cina è il maggiore acquirente di petrolio greggio venezuelano e lunedì 22 le autorità cinesi hanno duramente criticato gli Stati Uniti per aver “sequestrato arbitrariamente” navi di altre nazioni nel contesto dell’escalation delle tensioni nei Caraibi, con l'abbordaggio in acque internazionali della petroliera Bella 1 e in particolare della petroliera Centuries che doveva trasportare petrolio per una società di Hong-Kong.
Dal 1° gennaio 2026, il governo cinese richiederà rigide licenze di esportazione per le spedizioni di argento, sostituendo il precedente sistema di quote e limitando notevolmente le esportazioni libere.
A quanto pare la Cina non sta ancora avviandosi verso un conflitto militare ma sta aprendo un nuovo fronte di guerra economica accumulando e controllando l'argento fisico e le altre materie prime strategiche per la produzione industriale moderna (5G, microchip per la IA, missili) e per i data center.


Alla borsa di Shanghai (SHFE) il prezzo dell'argento fisico ha superato gli 80 dollari per oncia, oltre 5 dollari sopra il prezzo del Comex a New York (storicamente questo spread solo in casi eccezionali aveva superato i 2 dollari).
Gli speculatori specializzati in arbitraggi potrebbero guadagnare soldi facili e a rischio zero comperando argento a New York per poi rivenderlo a Shanghai ... perché non lo fanno? Unica spiegazione: nei forzieri di New York e Londra manca il metallo fisico.

Lo scorso mese di agosto il Dipartimento degli Interni degli Stati Uniti per la prima volta aveva aggiunto l'argento al suo elenco dei minerali critici per il 2025

Oggi inizia il periodo che i professionisti di borsa chiamano "ghost week", cioè "settimana fantasma", perché la maggior parte degli investitori sono in vacanza tra Natale e Capodanno e, soprattutto, sono in vacanza anche i banchieri in grado di stabilizzare i mercati con operazioni da miliardi di dollari ... sui mercati c'è pochissima liquidità, potremo quindi assistere a una volatilità estrema dei prezzi sia con crolli pilotati nel mercato elettronico se occorre salvare qualcuna della grandi banche sovraesposte al ribasso con strumenti derivati a forte leva, sia al rialzo se gli algoritmi automatici devono soddisfare grossi ordini di acquisto in mancanza di venditori; è quindi sconsigliabile mantenere aperte posizioni speculative a leva. Chi invece possiede metallo fisico può dormire sonni tranquilli.

     M.R.  
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lunedì 8 dicembre 2025

UE: la guerra come pretesto per dichiarare fallimento

8 dicembre 2025, un nuovo avvertimento da parte dell'analista statunitense Martin Armstrong: "l'Europa vuole la guerra come scusa per dichiarare default senza che i cittadini si rivoltino contro i propri governi. L'oro aumenterà di prezzo come riserva di valore perché la fiducia di fondo nel sistema monetario e nei governi sta venendo meno. La BCE vuole proteggersi, così come i singoli paesi membri che ora si rendono conto di non essere in grado di proteggersi dalla collettività di Bruxelles, poiché tutti vogliono evitare di soccombere su questa nave che affonda."

Articolo completo sul blog di Martin Armstrong:
  https://www.armstrongeconomics.com/world-news/central-banks/italy-declares-central-bank-held-gold-an-asset-of-the-people/

Armstrong oggi cita come esempio proprio il caso del governo italiano: 
"la coalizione di governo del Primo Ministro Giorgia Meloni ha dichiarato che le 2.452 tonnellate di riserve auree della Banca d'Italia, stimate in un valore di 300 miliardi di dollari, sono proprietà del popolo. Il senatore Lucio Malan di Fratelli d'Italia ha affermato che l'oro detenuto dalla banca centrale appartiene al popolo durante la revisione del bilancio 2026."

Prosegue Armstrong: "quell'oro appartiene ai burocrati di Bruxelles, o almeno, questa è la linea di pensiero della BCE. L'Europa è destinata a un ciclo di panico nel 2026 e nel 2032. Il governo centralizzato sarà il catalizzatore del fallimento dell'Unione Europea. La crisi del debito sovrano è inevitabile a questo punto."

Vedi anche l'articolo che avevamo pubblicato nel 2016: "il furto del millennio"

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Ieri il senatore Claudio Borghi (Lega) ha spiegato come la BCE (Banca Centrale Europea) stia cercando di prendere possesso di 300 miliardi di oro che appartiene al popolo italiano: 

Al minuto 1,59: "nei millenni sono state fatte guerre per il controllo di questo metallo"; 
3,30: "la Banca d'Italia è entrata nelle Eurosistema, quindi prende ordini da Francoforte";
4,14: "sembra che 40 tonnellate di oro (delle 140 tonnellate che Bankitalia ha conferito alla BCE siano state vendute per costruire la faraonica sede a Francoforte;
Al minuto 9: "tutte le banche centrali del mondo dicono che detengono e gestiscono l'oro dello stato, solo la BCE a un certo punto ha cominciato a dire che l'oro era suo, che lo possiede e lo gestisce"


      M.R.
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